Acqua post referendum: poco è cambiato, anche in Toscana

[13 giugno 2013]

Oltre 26 milioni di italiani due anni fa, per quanto riguarda il referendum sull’acqua, si sono espressi inequivocabilmente per una gestione pubblica. E’ il segnale politico che sintetizziamo non le specifiche dei quesiti referendari a cui tra l’altro non è stata data compiutamente risposta. Il percorso verso la ripubblicizzazione del servizio idrico non è certo breve, ma per andare in questa direzione è necessaria sintonia politica che pare mancare.

Ieri, su invito del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua è nato l’intergruppo parlamentare per l’Acqua Bene Comune. Hanno aderito tutti i parlamentari di Movimento 5 Stelle e Sel oltre ad una ventina di appartenenti al Pd e ad un deputato di Scelta Civica. La finalità dell’intergruppo è quella di avviare un percorso legislativo per la ripubblicizzazione del servizio idrico a partire dall’aggiornamento e la riproposizione della Legge di iniziativa Popolare presentata nel 2007 dal Forum.

Tra gli altri obiettivi a breve termine, il contrasto di quella che il Forum ha definito la “tariffa truffa” elaborata dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (che nelle sue prime mosse sull’acqua è riuscita nell’impresa di scontentare tutti) che fa rientrare dalla finestra la remunerazione del capitale investito, e aspetto interessante, presentare e sostenere provvedimenti che riportino tutte le competenze in materia di regolamentazione del ciclo delle acque e del servizio idrico e conseguentemente della determinazione del metodo tariffario sotto la “direzione” del ministero dell’Ambiente.

Inoltre il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, ha assicurato che nelle prossime settimane la commissione proporrà una risoluzione di indirizzo al governo in materia di acqua ascoltando tutti i soggetti interessati, a partire dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua. Segnali incoraggianti ma è necessario che il nuovo governo abbia tempo e voglia di affrontare la questione al contrario dei due governi che lo hanno preceduto. Sinceramente con la maggioranza “di emergenza” che sostiene l’esecutivo ci pare sia difficile avere novità significative in materia.

In Toscana, dove 1.850.000 cittadini hanno optato per l’Acqua Bene Comune e dove il presidente Rossi si è schierato più di altri per le ragioni referendarie, la situazione non è molto diversa. Mentre si attendono segnali dallo Stato centrale a cui sono assegnate le competenze,  recentemente si è discusso durante un convegno, della possibilità di dare vita a un nuovo modello di gestione del servizio idrico basato sulla “cooperazione di utenza” con la  partecipazione dei cittadini come avviene nel caso delle cooperative di consumo.

Per il mondo cooperativo, supportato nella proposta da uno studio universitario, questa formula di gestione permetterebbe di superare alcuni problemi che sono oggi sul tavolo come quello della tariffa, della partecipazione dei cittadini alla gestione idrica e permetterebbe di avere risorse per effettuare investimenti considerato che le casse pubbliche sono asciutte.

Per essere attuato questo “progetto” c’è necessità di un percorso che preveda anche un cambio normativo ma comunque lo spirito della proposta pare andare incontro almeno ad alcune esigenze poste con il referendum. Di fatto la fotografia attuale in Toscana è quella che vede il nuovo sistema regolazione-gestione non ancora a regime e la neonata Autorità idrica toscana (Ait) non in grado (almeno per ora) di controllare/contrastare in maniera efficace i soggetti gestori, che anche attraverso le loro aziende di ingegneria, operano nel campo della progettazione e “indirizzano” incontrastate le scelte programmatiche sul sistema idrico in Toscana. Che piaccia o non piaccia.

Intanto il Forum Toscano dei movimenti per l’acqua ci riprova: «Oggi mandiamo di nuovo una lettera al presidente della regione Enrico Rossi al fine di chiederli l’apertura di un tavolo di discussione sulla ripubblicizzazione del servizio idrico in rispetto della volontà democraticamente espressa dalla maggioranza dei cittadini Toscani due anni fa».