Acqua potabile: le perdite dalle tubazioni possono trasportare contaminanti fino ai nostri rubinetti (VIDEO)

I cali di pressione che consentono agli inquinanti di entrare nel sistema idrico

[9 giugno 2015]

acqua perdite

Un team di ingegneri dell’università di Sheffield ha dimostrato definitivamente che i contaminanti possono entrare nelle tubazioni attraverso le perdite ed essere trasportati attraverso la rete idrica, inquinando così l’acqua potabile.
Lo studio spiega che «La pressione nella rete delle tubazioni idriche solitamente costringe l’acqua ad attraversare le perdite, impedendo di trasportare altro. Ma quando c’è un significativo calo di pressione in una parte danneggiata del tubo, l’acqua che circonda il tubo può essere aspirata attraverso il foro».
Era stato ipotizzato che dalla perdita venisse aspirata solo acqua pulita, e che, anche se i contaminanti venissero risucchiati sarebbero semplicemente espulsa una volta che la pressione torni normale. Invece il nuovo studio ha dimostrato che «Le acque sotterranee intorno al tubo – che spesso contengono contaminanti nocivi – possono essere aspirate, rimangono nel tubo e viaggiare attraverso la rete».
Le perdite di carico dinamico avvengono quando c’è un repentino cambio di velocità nel flusso, ad esempio quando ci sono guasti di valvole o pompe o improvvise richieste nel sistema, come quando sono richieste grandi quantità di acqua per combattere un incendio.
Dopo il risultato dello studio dell’università di Sheffield, le aziende idriche britanniche stanno ora formando sul campo il loro personale campo per limitare questi cali di pressione.
Nel Regno Unito come in Italia l’acqua potabile viene continuamente analizzata alla ricerca di agenti inquinanti nocivi ed i prelievi sono a norma in oltre il 99% dei casi , ma secondo Joby Boxall, uno degli autori della ricerca, «Ogni guasto è motivo di preoccupazione. Gli studi hanno dimostrato che il materiale intorno ai tubi dell’acqua contiene agenti inquinanti nocivi, tra cui virus e batteri fecali, quindi tutto viene risucchiato nella rete attraverso uno sversamento e può includere le cose che non vogliamo nell’acqua potabile. Molti di noi in passato hanno avuto una “pancia in disordine” che non riuscivamo a spiegare, spesso imputandola a qualcosa che avevamo mangiato. Ora sembra possibile che alcune di queste malattie potrebbero non essere state causate dal cibo, ma dall’acqua».
La ricerca, finanziata dal Engineering and Physical Sciences Research Council, ha utilizzato un impianto di prova costruito appositamente composto da una rete di distribuzione idrica lunga 141 metri mantenuta a pressioni equivalenti a quelle delle reti idriche del Regno Unito. Una sezione della tubazione è stata danneggiata e la perdita è stata racchiusa in un contenitore contenente ghiaia nella quale è stato iniettato un colorante per simulare un contaminante. Quando questa parte della tubazione è stata sottoposta ad una calo di pressione dinamica, fino a 60 ml di acqua colorata sono stati risucchiati nel tubo e il team di Sheffield ha ritrovato il colorante all’uscita della tubazione, 70 metri a valle, dimostrando così che un eventuale contaminante verrebbe trasportato attraverso la rete.
Un altro dei ricercatori, Richard Collins, sottolinea che «La nostra ricerca dimostra che i contaminanti che entrano attraverso un tubo che perde potrebbero raggiungere i rubinetti dei consumatori e, anche se fossero a concentrazioni molto basse, sarebbero rilevati dai test di sicurezza. Crediamo anche che i microrganismi, inclusi gli agenti patogeni, che entrano nella rete in questo modo potrebbe fissarsi sulla superficie interna del tubo e moltiplicarsi. Se vengono successivamente soppiantati da altre variazioni di flusso, potrebbero poi raggiungere i nostri rubinetti in concentrazioni più elevate».
Boxall aggiunge: “La maggior parte delle compagnie idriche del Regno Unito hanno o stanno commissionando versioni di prova della nostra struttura sperimentale, in modo da poter aiutare il loro personale a ridurre al minimo i futuri rischi per la qualità delle acque, così come a ridurre i danni strutturali causati ai tubi».
Però non è ancora chiaro quanto la pressione nelle tubazioni debba essere abbastanza da causare l’ingresso di contaminanti nell’acqua potabile e, a livello internazionale, le reti di distribuzione dell’acqua non vengono monitorate abbastanza frequentemente, anche se gli studi effettuati su alcune reti idriche statunitensi dimostrano che questi cali di pressione avvengono regolarmente.
C’è un problema, che riguarda anche l’Italia dove le perdite raggiungono livelli record, secondo il regolatore britannico Ofwat, le perdite nella rete idrica del Regno Unito negli ultimi 15 anni sono ad un livello economicamente sostenibile, quindi trovare e riparare le perdite costerebbe più dell’acqua che va persa. Una cosa che naturalmente può valere dove l’acqua è ancora una risorsa abbondante, ma non certamente per Paesi come quelli mediterranei o che fanno i conti con una siccità sempre più frequente.
Anche Boxall, concludendo, ammette che «Non è possibile per il settore idrico fermare tutte le fughe e, nella maggior parte dei casi, le perdite non rappresentano un rischio. Questo è il motivo per cui il settore idrico si sta ora concentrando sulla prevenzione dei cambiamenti di pressione che consentono ai contaminanti di entrare nel sistema, piuttosto che eliminare le falle attraverso le quali entrano».

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