Acqua, un trattato internazionale per garantirla come diritto umano

[20 maggio 2015]

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Prenderà ufficialmente il via il 21 maggio, la campagna “WaterHumanRightTreaty”: l’iniziativa internazionale, lanciata dal Cicma (Comitato italiano del Contratto Mondiale sull’acqua), che vuole garantire il diritto umano all’acqua ed ai servizi igienici per tutti, e l’attuazione del riconoscimento del diritto umano all’acqua della risoluzione delle Nazioni Unite del luglio 2010.

La proposta sarà lanciata  in occasione del Convegno “Water, Energy, Food (The Nexus approach)”  promossa dalla Cooperazione italiana  che si svolgerà presso la Cascina Triulza a Milano. L’obiettivo della campagna è quello di individuare, attraverso la mobilitazione dei cittadini, delle reti internazionali, dei movimenti sociali, ONG e associazioni, un gruppo di Stati e istituzioni disposti ad avviare negoziati per un secondo protocollo al Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e culturali che definisca le modalità di realizzazione di un “diritto umano all’acqua e ai servizi igienico-sanitari”, sulla scorta della risoluzione del Consiglio per i diritti umani del settembre 2010, che riconosce come spetti agli Stati la responsabilità di garantire il pieno esercizio di tutti i diritti dell’uomo.  Per farlo, lo strumento più efficace messo in campo dalla campagna è quello di un vero e proprio trattato di diritto internazionale vincolante per gli Stati che lo firmeranno, e che definisca le procedure per garantire il rispetto di questo diritto.

«Dopo cinque anni – spiega Rosario Lembo, presidente Cicma – le  risoluzioni Onu non hanno visto attuazione concreta, mentre l’urgenza di sancire i diritti umani attraverso strumenti giuridici internazionali, nell’attuale processo di globalizzazione, è una priorità». In questo momento la campagna diventa anche uno strumento importante per difendere un diritto fondamentale come quello all’acqua e contrastare le minacce ai diritti umani provenienti da trattati internazionali, come  TTIP, CETA, l’EPA, che mirano ad influenzare la sovranità degli Stati e limitare le restrizioni imposte dalle leggi nazionali, anche costituzionali, in difesa dei diritti umani sanciti la Dichiarazione delle Nazioni Unite.

“WaterHumanRightTreaty” è quindi una proposta di azioni aperte al contributo e alla condivisione di movimenti, reti, comitati impegnati nella difesa dell’acqua e dei diritti umani che vogliono contrastare il processo di accaparramento e la finanziarizzazione dei beni comuni e vogliono sottrarre alle multinazionali e al libero mercato, la “governace” dei beni comuni del nostro pianeta.  Maggiori informazioni sul sito: www.waterhumanrighttreaty.org

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