Acque reflue, l’Italia rischia un nuovo deferimento alla Corte Ue: 276 Comuni non a norma

E questo nonostante il nostro Paese sia già stato sottoposto a tre distinte procedure di infrazione per varie violazioni della direttiva

[20 luglio 2018]

Tra le principali decisioni sui casi d’infrazione adottate questo mese dalla Commissione Ue, che mirano a garantire la corretta applicazione del diritto europeo, ancora una volta ce n’è una che riguarda la tutela dell’ambiente nel nostro Paese.

Stavolta Bruxelles esorta l’Italia a conformarsi al diritto dell’Ue sulle acque reflue urbane e a garantire che le acque reflue provenienti da tutti gli agglomerati umani con una popolazione di oltre 2 000 abitanti siano raccolte e trattate. Questo ancora non sta accadendo: sebbene l’Italia sia già stata sottoposta a tre distinte procedure di infrazione a motivo di varie violazioni delle prescrizioni della direttiva (91/271/CEE del Consiglio), la valutazione da parte della Commissione Ue degli ultimi dati presentati dall’Italia evidenzia che anche un numero considerevole (276) di agglomerati di dimensioni più ridotte viola gli obblighi fondamentali di raccolta, trattamento e monitoraggio

Vista l’entità di tali carenze, la Commissione invia all’Italia una lettera di costituzione in mora. «Le autorità italiane – spiegano da Bruxelles – dispongono di due mesi per rispondere; in caso contrario, la Commissione potrà decidere di inviare un parere motivato».