Acque sotterranee, in Toscana obiettivi di qualità lontani per il 60% dei corpi idrici

[28 ottobre 2013]

Arpat ha reso noti i dati relativi al 2012 sulla qualità delle acque sotterranee nella nostra regione, che mettono in evidenza come quasi il 58% di corpi idrici non è in linea o è a rischio di non raggiungere l’obiettivo di Buono Stato Chimico, entro il 2015. Dei 50 corpi idrici monitorati (su 67 complessivi), il 26 % è in stato scarso, 26% in stato scarso localmente e 6% in condizioni di rischio. Il restante 42% dei corpi idrici è in stato buono e di questi è rilevante, con il 24%, la presenza di corpi idrici con concentrazioni elevate di sostanze indesiderate di origine naturale (22% scarso e 2% a rischio).

«I parametri che maggiormente incidono sulle condizioni di stato chimico scarso, in 8 casi su 13, sono rappresentati dai nitrati e dai composti organoalogenati come le trieline, seguiti da casi isolati di idrocarburi totali, conduttività, ammonio –hanno spiegato da Arpat-  I risultati dei trend per i parametri più rilevanti rappresentati da nitrati e composti organoalogenati indicano per questi ultimi una battuta d’arresto nella favorevole diminuzione osservata negli anni precedenti. E’ ipotizzata una correlazione con le forti precipitazioni degli anni più recenti che, in questo caso, potrebbero aver ulteriormente mobilizzato fonti inquinanti ancora attive, a differenza dei nitrati, dove i maggiori afflussi (precipitazioni) pur avvertiti come massimi relativi non spostano i favorevoli trend discendenti».

Arpat ha precisato che l’attribuzione di un potenziale stato scarso da fondo naturale nella classificazione 2012, riguarda sostanze inorganiche rappresentate in prevalenza da ferro, manganese e solfati seguiti da conduttività e arsenico, ammonio, mercurio ed in ultimo antimonio. Una possibile origine naturale è stata indicata anche per una sostanza organica, il cloroformio (triclorometano), riscontrata in deboli concentrazioni e pressoché assenza di pressioni.

I risultati del monitoraggio ambientale dei corpi idrici sotterranei significativi toscani, previsto dalla DGR 100/2010 secondo le indicazioni della legislazione nazionale (D.Lgs. 152/06, D.Lgs. 30/2010, D.Lgs. 260/2010) e comunitaria (WFD 2000/60, GWD 2006/118) non sono confortanti in vista dell’avvicinarsi delle scadenza europea del 2015 per gli obbiettivi di qualità e inoltre il trend 2004-2012 delle classificazioni mostra un generale peggioramento dello stato di qualità delle acque sotterranee, anche se, nel 2012, a seguito della ripresa degli afflussi si registra un miglioramento con una percentuale di stato chimico scarso che scende al 26% (28% nel 2011 e 29% nel 2010) dei corpi idrici monitorati.