Aeroporto di Firenze, dagli ambientalisti 7 domande al presidente della Regione Toscana

Associazioni e Rete dei Comitati: «Rossi chiarisca i punti più controversi e rassicuri i cittadini»

[14 dicembre 2015]

aeroporto firenze

Tommaso Addabbo, Wwf Toscana; Paolo Baldeschi, coordinatore della Rete dei comitati per la difesa del territorio; Fausto Ferruzza, presidente Legambiente Toscana; Sibilla della Gherardesca, presidente Fai Toscana; Mariarita Signorini, presidente Italia Nostra Toscana, hanno scritto una lettera al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi nella quale sottolineano: «Come Lei sa, l’Università di Firenze e gli uffici tecnici della Regione hanno avanzato molte riserve sul progetto del nuovo aeroporto di Firenze, attualmente proposto a valutazione d’impatto ambientale da ENAC e Toscana Aeroporti. Le Associazioni firmatarie di questa lettera si rivolgono a Lei in qualità di governatore della Regione Toscana e quindi di garante della salute e della sicurezza dei cittadini, affinché chiarisca i punti più controversi del progetto e rassicuri gli abitanti della Piana, sul fatto che, una volta realizzato, l’aeroporto non peggiorerà le loro condizioni di vita. Le rivolgiamo, perciò, alcune domande, fiduciosi in una Sua risposta».

Le 6 organizzazioni  rivolgono 7 domande a Rossi, eccole:

Il progetto sottoposto a VIA è un Master Plan e non un progetto definitivo, come vuole la legge. La Regione Toscana accetterà questo strappo alle regole o chiederà al Proponente di rispettare quanto prescrive il Codice dell’ambiente?

La pista del nuovo aeroporto sarà di 2.000 metri, come stabilito nel Piano di indirizzo territoriale, o di 2.400 metri come richiesto dal Proponente?

La Regione Toscana si è impegnata ufficialmente a promuovere un Dibattito Pubblico sull’aeroporto, ma finora non ha rispettato il suo impegno. Lei si adopererà affinché possa finalmente svolgersi questo processo partecipativo?
Secondo il parere tecnico degli uffici regionali, il rifacimento del Fosso Reale e dell’intero sistema idrografico della bonifica comporterà un rischio idraulico non adeguatamente calcolato. Saranno richiesti al Proponente studi più approfonditi?

Nonostante il Proponente abbia affermato che la nuova pista sarà esclusivamente monodirezionale verso ovest, nel Master Plan questa risulta prevalentemente monodirezionale, con una percentuale non trascurabile di atterraggi e decolli in direzione di Firenze, il cui centro storico è patrimonio Unesco. Lei può dire qualcosa di definitivo in proposito?

Il Proponente dice che col nuovo scalo inquinamento atmosferico e acustico diminuiranno, ma ciò appare incongruente rispetto alla previsione d’incremento dei voli e della dimensione degli aerei. La Regione intende fare chiarezza su questo punto?

Il nuovo scalo non interferirà solo sul reticolo idrografico discendente da Monte Morello, ma anche sulla viabilità Nord/Sud della Piana, decretando ad esempio la cancellazione di via dell’Osmannoro: sono state adeguatamente valutate le conseguenze (funzionali, sociali, economiche) sul sistema della mobilità metropolitana?

Domande molto precise che speriamo ottengano quelle risposte altrettanto precise che gli ambientalisti i comitati e gran parte dell’opinone pubblica dell’area fiorentina attendono da tempo.