Agri, il fiume fantasma: da giorni è prosciugato per molti km. Allarme degli ambientalisti

Scorre all’interno di un Parco nazionale, e per legge deve essergli garantito un minimo deflusso vitale

[25 novembre 2014]

I volontari e gli esperti del Centro Studi Naturalistici Nyctalus Onlus e del WWF Val d’Agri, stanno monitorando lo stato di salute di un tratto significativo del fiume Agri da diversi giorni, constatando una grave e ormai insostenibile crisi ecologica del fiume. Il fattore più allarmante è il livello delle acque, che a nostro avviso è del tutto insufficiente (e a tratti inesistente) a garantire uno stato ecologico minimo necessario per la sopravvivenza delle comunità biologiche. Da molte settimane il livello è particolarmente basso, ma da diversi giorni il fiume è completamente scomparso lungo un tratto di quasi tre chilometri. A partire da località “Petto del Cavaliere” in agro di San Martino d’Agri, fino ad arrivare al confine orientale del territorio del Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese (confluenza Fiume Agri, Fosso Tavolatedda) lunghi tratti di fiume sono completamente scomparsi, non c’è alcuna traccia di acque in superficie. In altri tratti il fiume è ridotto ad un rigagnolo, oppure il letto del fiume si è ridotto ad un insieme di pozze molto basse.

Nella situazione del Fiume Agri si deve garantire al fiume un minimo deflusso vitale o MDV (ossia; quel quantitativo di acqua rilasciata da una qualsiasi opera di captazione sull’asta di un fiume o torrente in grado di garantirne la naturale integrità ecologica e la tutela della vita acquatica) come stabilito dal Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 Art. 56, h. Il minimo deflusso vitale deve tener conto: delle diverse stagioni, della tutela dell’ecosistema acquatico, della tutela della naturalità del fiume, del rispetto della qualità dell’habitat e della tutela della fruizione ed è quindi di fondamentale importanza per mantenere in vita il fiume; le immagini che proponiamo (scattate in data 21/10/2014 e 24/10/2014) dimostrano invece che il fiume in molti tratti è completamente scomparso.

Nonostante la nostra indagine abbia interessato un breve tratto di circa 9 km, ricadente per lo più nell’area Parco Nazionale Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese (vedere cartina allegata), riteniamo verosimile che le medesime condizioni di criticità interessino in vario modo l’intero corso del fiume fino alla foce. La situazione attuale configura una crisi ecologica che va a gravare su un equilibrio già di per se instabile del fiume, sottoposto ad interventi del tutto deleteri per il suo ecosistema, accompagnati a vari fattori di stress (discariche, taglio illegale di legname, operazioni di sistemazione dell’alveo a dir poco discutibili ecc.)

La situazione attuale ha delle forti ripercussioni anche sulla zootecnia e sull’agricoltura, in primis sulle aziende agricole dislocate lungo il corso del fiume che usufruiscono dei servizi ecologici del corso d’acqua, questa situazione di criticità mette a dura prova un sistema agricolo già fragile ed esasperato.

La valle del fiume Agri infatti è ormai da anni sottoposta ad uno stress eccessivo, ma nonostante gli incontri e i dibattiti pubblici, questo fiume è oggi abbandonato al suo triste destino.

Le problematiche che affliggono il fiume sono numerose:

  • Cattiva gestione del territorio;
  • Inciviltà e sovra-sfruttamento delle risorse idriche;
  • Scarichi abusivi;
  • Controlli e sopralluoghi sul territorio insufficienti;
  • Riscaldamento globale e cambiamenti climatici;

Non siamo noi nella posizione di poter stabilire le responsabilità di questa situazione ma di certo le condizioni attuali del fiume richiedono indagini accurate che possano portare a sviluppare un piano di gestione serio, partecipato ed efficace per ristabilire quegli equilibri ecologici fondamentali per mantenere questo fiume in vita. Siamo certi che gli organi competenti sapranno attivare nell’immediato tutte le necessarie contromisure normative, legali e gestionali per salvaguardare la salute dell’ecosistema fluviale.

di Centro Studi Naturalistici Nyctalus Onlus