Consorzio di Bonifica Medio Valdarno, partono i lavori sul campo

Al via il rifacimento degli argini pistoiesi, 130 interventi per più di 23 milioni di euro

Per gli interventi necessari nella Provincia di Pistoia si auspica un accordo di programma per pianificare tempi certi e finanziamenti adeguati

[11 marzo 2014]

consorzio bonifica pistoia

Entra nella fase operativa il neocostituito Consorzio di Bonifica Medio Valdarno, nato dall’accorpamento dei Consorzi di Bonifica Ombrone Pistoiese-Bisenzio, Area Fiorentina e Toscana Centrale oltre che delle Unioni di Comuni Alta Val di Bisenzio, Mugello e Valdisieve.

Con la nuova legge istitutiva dei Consorzi (la 79/2012) al nuovo ente entrano in gestione 800 km in più di reticolo idraulico (soprattutto nelle zone montane) per un totale di 5613 km di reticolo, con necessità manutentive e costi tutti da verificare, un numero di consorziati pari a 420.959 e un bilancio con entrate intorno ai 18 milioni di euro. Ininfluenti le spese per gli organi, pari allo 0,003% del bilancio, l’attenzione si sposta tutta sui lavori necessari, potendo contare su una struttura giovane e altamente professionalizzata (2/3 di tecnici e operatori con età media intorno ai 40 anni). Un ruolo importante sarà rivestito dal mondo dell’agricoltura e del florovivaismo, in particolare in provincia di Pistoia.

Le operazioni del nuovo ente partiranno proprio dal territorio pistoiese: sono 130 i ripristini arginali necessari in seguito agli allagamenti del 2013 e 2014 (68 nel 2013 e 62 nel 2014) segnalati a Provincia e Regione, per un totale di 23.318.000 euro (vedi tabella 1). Attualmente i finanziamenti disponibili per l’esecuzione dei lavori ammontano a 740.000 euro stanziati nel 2013 e 836.000 euro messi a disposizione quest’anno dalla Regione Toscana. A questi si vanno ad aggiungere 300.000 euro resi disponibili dal Consorzio (stanziati dall’ex consorzio Ombrone).

Le somme serviranno a finanziare soprattutto i lavori sul Brana, nel tratto dal Ponte dei Pepponi al Ponte di Berlicche, e sull’Ombrone, in destra idraulica da Cason dei Giacomelli alla Ferruccia. Oltre a ripristinare gli argini, i lavori consentiranno anche di togliere i “famosi” teli in alcune delle zone diventate simbolo del dissesto idrogeologico nella provincia di Pistoia. L’ex Consorzio Ombrone Pistoiese-Bisenzio, convinto che chi lavora a stretto contatto con il territorio possa assolvere bene alla sua manutenzione, ha affidato proprio alle aziende agricole della zona lavori di manutenzione per 960.000 euro, in ottemperanza al protocollo d’intesa con le associazioni di categoria firmato nel 2012 da Urbat, la cui l’estensione è in fase di valutazione.

Le somme finora a disposizione permetteranno dunque di coprire solo una piccola parte delle spese necessarie a riportare la situazione alla normalità. A fronte di tali cifre e all’urgenza di mettere in sicurezza il territorio pistoiese, il Consorzio di Bonifica Medio Valdarno punta a siglare un accordo di programma per pianificare, insieme a tutti gli enti competenti, tempi certi e finanziamenti adeguati per uscire da questa emergenza.

Pur dichiarandosi disponibile a fare la sua parte (la nuova legge 79/2012 attribuisce proprio ai Consorzi il 30 % della manutenzione straordinaria), il Consorzio fa suo l’appello del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e lo estende ai parlamentari pistoiesi affinché anche lo Stato faccia la sua parte, non lasciando a totale carico di una finanza locale dalle risorse sempre più esigue i costi della manutenzione di un territorio sempre più fragile.

Ma è anche convinzione del Consorzio che l’intera collettività pistoiese debba prendere atto dei problemi del suo territorio: per questo entro il mese di maggio saranno organizzati proprio a Pistoia gli “Stati generali del territorio”, un grande momento di partecipazione aperto a tutti, dai semplici cittadini alle associazioni dai comitati alle istituzioni, nel quale il si possano esprimere idee, critiche e soluzioni al dissesto del territorio. A partire da settembre si darà il via al percorso di realizzazione del “Contratto di fiume”, che in un sempre maggior numero di Paesi europei diventa il luogo dell’elaborazione delle politiche ambientali, di prevenzione, manutenzione e sostenibilità di un corso d’acqua.

«Mentre riparte soprattutto in Toscana la battaglia per superare i Consorzi di Bonifica, buttando via il bambino con l’acqua sporca – dice il neo eletto presidente del Consorzio di Bonifica Medio Valdarno, Marco Bottino – noi accettiamo la sfida della modernità contenuta nella legge 79/12. Invitiamo a criticare i Consorzi per quello che fanno, non per quello che sono. Per gli appassionati di caccia agli sprechi segnaliamo l’incidenza dello 0,003% degli organi, invitando i tanti crociati disinformati a cercare anche altrove sprechi e inefficienze, evitando di individuare nell’unico ente operativo nel settore dell’irriguo e della difesa del suolo un troppo facile capro espiatorio. Non accetteremo di essere facile bersaglio di malumori spesso creati ad arte e chiediamo solo di essere lasciati lavorare in pace. Trasparenza, operatività ed efficienza costituiranno linee guida indispensabili per il lavoro del nuovo Consorzio 3 Medio Valdarno».

di Consorzio di Bonifica Medio Valdarno