Albinia e le alluvioni in Maremma, Coldiretti: «Rivediamo la cassa di espansione di Campo Regio»

I tecnici difendono la scelta. Dibattito sulle opere post-alluvione ancora aperto

[19 febbraio 2015]

Alla Coldiretti di Albinia si è tenuto un affollato incontro per affrontare il tema della cassa di espansione di Campo Regio, e la più grande organizzazione degli agricoltori ha inviato una nota agli uffici regionali responsabili della Valutazione di impatto ambientale, al presidente della regione Enrico Rossi e agli assessori all’agricoltura e all’ambiente, Gianni Salvadori e Annamaria Bramerini, nonché al sindaco di Orbetello, per chiarire il punto di vista degli imprenditori agricoli dell’area.

Coldiretti spiega che in quella nota, a firma Francesco Viaggi e Andrea Renna, rispettivamente presidente e direttore di Coldiretti Grosseto, «si chiede di rivedere il punto 3 del progetto elaborato dagli uffici regionali della Difesa del Suolo, relativo alla costruzione di un tracimatore e cassa di laminazione, perché l’idea progettuale, così come concepita, potrebbe aggravare il rischio idraulico sia nelle zone esondabili che in altre aree che fino ad oggi, per fortuna, sono state interessate in modo marginale dagli eventi alluvionali».

Coldiretti sottolinea che «la capacità di deflusso delle acque piovane di queste zone, tutte ad alta vocazione agricola e poste a coltivazione intensiva, anche a doppia rotazione stagionale, sarebbe costantemente condizionata ai tempi di piena del Fiume Albegna. Viceversa è preferibile lo scolo libero verso il mare, come avviene attualmente, a mezzo della controfossa dx che per gravità scarica le acque meteoriche direttamente alla foce del Fiume Albegna».

Inoltre, secondo l’organizzazione degli agricoltori, «il carico di acqua sarebbe notevolmente incrementato dalla piena scolmata verso dx dal tracimatore che dovrebbe alleggerire il carico verso i ponti FFSS ed ANAS».

Tulio Marcelli, presidente di Coldiretti Toscana, ha detto: «Facciamo nostre le osservazioni che vengono dagli imprenditori agricoli della Maremma, martoriati da numerose e ripetute alluvioni, e ci auguriamo che la Regione sia attenta alle loro richieste. Chi meglio di loro conosce il territorio ed è capace di dare suggerimenti importanti per la difesa del suolo?».

Ma i tecnici regionali in diverse assemblee pubbliche avevano già difeso il progetto della cassa di espansione di Campo Regio, in particolare l’ingegner Giovanni Massini aveva spiegato che «non è neppure una cassa di espansione vera e propria, con un invaso statico, ma di fatto solo uno scolmatore il cui scopo è ridurre i rischi che potrebbe produrre l’argine remoto. La filosofia di base dell’intero progetto, da intendere come un’unica enorme opera idraulica, è aiutare l’acqua a defluire in mare senza creare rischi per le zone abitate»

Fino a ora anche le associazioni ambientaliste non hanno avuto molto da ridire su Campo Regio, proponendo semmai casse a monte, ma a quanto pare agli agricoltori vorrebbero solo lo scavo dei materiali dal letto del fiume e il taglio della vegetazione: l’impressione è che, se c’è da sacrificare parzialmente territorio per la riduzione della pericolosità, le cose invece cambiano. Il dibattito sulle opere post-alluvione in Maremma sembra ancora aperto.