Alleanza per il clima: dal Patto dei sindaci, input per ridurre i consumi energetici degli acquedotti

[8 agosto 2013]

Si parla molto in Italia di tariffe e di consumi idrici (proprio ieri sono stati resi noti i dati dello studio di Cittadinazattiva), mentre sono poco indagati i consumi energetici degli acquedotti. L’energia è utilizzata dal servizio idropotabile, per le attività di sollevamento, potabilizzazione, depurazione e alimentazione delle condotte adduttrici cittadine.

Secondo Alleanza per il Clima (la più grande rete europea di enti locali e territoriali impegnati per una politica di energia intelligente e favorevole al clima), il tema è da affrontare con estrema urgenza.

«I comuni aderenti al Patto dei sindaci – scrivono –  nella redazione dei loro Piani d’azione per l’energia sostenibile sono chiamati a dar conto dei propri consumi energetici anche in riferimento ai consumi delle infrastrutture di servizio pubblico, direttamente o indirettamente attribuibili alla competenza comunale. Tra questi è emerso evidente il peso e il relativo potenziale di risparmio energetico delle infrastrutture pubbliche del servizio idrico, voce che in molti bilanci energetici comunali ha addirittura superato quella relativa ai consumi per la pubblica illuminazione».

In base a dati di Terna spa, relativi al quinquennio 2007-2011, in Italia il consumo energetico per acquedotti supera stabilmente quello per l’illuminazione pubblica (ad esempio nel 2011 – 6.262 GWh per gli acquedotti e 6.202 GWh per l’illuminazione).

«Appare evidente come questo capitolo di spesa energetica sia importante e meritevole di uno sguardo attento alla gestione idrica, per monitorare perdite e consumi e ridurre al minimo le dispersioni, individuando possibili risparmi a parità dei servizi– hanno aggiunto da Alleanza per il Clima – La riduzione del fabbisogno idrico in questo caso vale doppio, ma mentre l’acqua persa o sprecata comunque rientra nel ciclo naturale, l’energia elettrica viene definitivamente persa con la corrispondente CO2 emessa inutilmente in atmosfera».

Secondo i dati di Alleanza per il clima il tasso di dispersione medio dell’acqua potabile immessa negli acquedotti su territorio nazionale è del 32%, con picchi in Puglia (53%),  Sardegna (54%), Molise (56%) e Abruzzo 56%. «Da qui l’importanza per le amministrazioni di rendicontare tali consumi, utilizzando ad esempio il software ECORegion (www.bilancio-co2.it), al fine di poter pianificare eventuali interventi di riduzione delle dispersioni e di risparmio che, oltre ad avere ricadute sulle emissioni locali di CO2 hanno anche elevati potenziali di risparmio economico per le casse comunali», hanno concluso da Alleanza per il clima.