Alluvione in Maremma, ancora non è finita

Non è previsto a breve l’arrivo di nuovi finanziamenti nella zona colpita nove mesi fa

[12 agosto 2013]

Festambiente, il festival nazionale di Legambiente, si svolge in Maremma, nel territorio grossetano, nove mesi fa colpito da un’alluvione che ha lasciato il segno: il punto della situazione è stato fatto all’Azienda agricola biologica Rustici, che ha subito gravi danni soprattutto economici.

«Nelle zone colpite dall’alluvione intorno ad Albinia – denuncia Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente – la situazione è tutt’ora difficile. I fondi per le aziende agricole sono in grande ritardo e servono anche lavori di prevenzione idrogeologica per cercare non solo di far ripartire l’economia ma anche per risollevare una zona messa in ginocchio dalla scorsa alluvione. Serve urgentemente un’opera continua di sostegno, anche finanziario, che faccia seguito all’emergenza. Non si possono infatti lasciare soli cittadini e imprese, che costituiscono un reticolo essenziale per la nostra economia».

Infatti tolto il fango il problema principale è rimettere in piedi le aziende e le attività agricole della zona. Servono fondi per le imprese agricole che oltre ad aver subito danni ingenti non hanno neppure potuto coltivare i campi nell’ultimo anno.

Purtroppo a breve, come ha informato Luca Sani, presidente commissione Agricoltura Camera dei Deputati, non è previsto l’arrivo di finanziamenti «Quello che è accaduto ad Albinia ci fa riflettere su come vengono gestite oggi le emergenze. Dopo il dramma umano, quello delle aziende agricole è un grande problema che deve essere risolto. Al momento però, e fino a ottobre, non ci saranno fondi per le aziende agricole».

Il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti ha aggiunto «Tutt’ora ci sono due grandi problematiche da risolvere. La prima riguarda le infrastrutture distrutte che ci lasciano ancora tanti problemi, soprattutto perché dobbiamo lavorare in regime ordinario con un sistema di funzionari pubblici fortemente depotenziato. Secondo problema i rifiuti: nessuna deroga è stata fatta, e siamo stati costretti a portare via i fanghi solo con i camion appositi, e ancora non abbiamo avuto il rimborso dalla Regione».

Oltre a risolvere i problemi contingenti, Legambiente chiede che vengano attuati interventi di prevenzione (a partire dall’inedificabilità delle aree a maggiore rischio idraulico) attraverso la manutenzione straordinaria e ordinaria, la realizzazione di interventi di mitigazione e controllo delle acque superficiali, e la delocalizzazione di strutture costruite in aree a rischio quando non vi sono altri modi sostenibili per poter metterle al sicuro.