Alluvioni, in Toscana entro venerdì il cronoprogramma delle 215 opere più urgenti

Ma da sole non bastano. Rossi: «Stiamo cambiando radicalmente le politiche di governo del territorio»

[11 novembre 2014]

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha avvertito che i cronoprogrammi delle 215 opere di mitigazione del rischio idraulico considerate di “estrema urgenza” e per le quali è commissario dovranno essere pronti entro il 14 novembre. «Dopo di che – fanno sapere dalla Regione – con le procedure accelerate rese possibili dallo Sblocca Italia, i lavori potranno essere rapidamente assegnati e i cantieri aperti entro gennaio». È il lato “buono” di un provvedimento legislativo altrimenti inviso dal mondo ambientalista.

Come non hanno però mancato di sottolineare anche oggi i geologi toscani, da sole le opere di contenimento e mitigazione possono poco. Rossi ne è consapevole, e afferma che «abbiamo bisogno di cambiare radicalmente le politiche di governo del territorio. Farò ricostruire con le aerofotogrammetrie regionali la sequenza dello sviluppo della cementificazione nella nostra regione e parallelamente la sequenza delle alluvioni così come si sono verificate. Sono certo che nella maggior parte dei casi le due cose si sovrappongono. Tuttavia questa giunta ha dato alla Toscana gli strumenti perché una svolta ci sia davvero, vietando le edificazioni nelle aree ad alto rischio idraulico, approvando la legge 1 contro il consumo di suolo e, a breve, il Piano paesaggistico. Dal governo ci servirebbero due interventi: consegnare i poteri commissariali ai presidenti di Regione e mettere fuori patto di stabilità le risorse per questi interventi».

E per i 215 interventi di “pronto soccorso” Rossi promette un percorso seguito in ogni suo passaggio. «La Regione è pronta ad accogliere tutte le segnalazioni di difficoltà o di ritardi che possono emergere e ad intervenire immediatamente. A lavori finiti la Regione stessa procederà con propri incaricati ad una verifica di qualità, che si aggiungerà al collaudo vero e proprio». La decisione è il frutto della riunione che Rossi, accompagnato dall’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini, ha tenuto oggi all’auditorium del CTO di Firenze con un ottantina di enti attuatori, tra Comuni, Province e Consorzi di Bonifica, delle 215 opere urgenti. Una ottantina gli enti invitati.

Il presidente della Regione ha sottolineato che «lo stato di emergenza ormai è costante e sta diventando una vera e propria emergenza democratica. I cittadini non capiscono come lavoriamo, non hanno fiducia nelle istituzioni. Per intervenire non si possono aspettare i tempi delle normali procedure burocratiche e quando qualcosa accade non è tempo di scaricabarile. Le istituzioni hanno bisogno di dare un segnale forte alla società Toscana, il segnale che stiamo davvero facendo qualcosa».

Con l’aiuto dei tecnici regionali, Rossi  ha illustrato la decisione di individuare le 215 opere urgenti da avviare subito: «La legge regionale n.62 in materia di Protezione civile stabilisce infatti che la giunta individui un elenco interventi di cui il presidente diventa commissario. Il commissario a sua volta individua il soggetto attuatore, approva i cronoprogammi e intraprende tutte le attività perché questi vengano rispettati. La legge prevede che anche per un ritardo minimo, 15 giorni, l’ente attuatore venga sostituito. La Regione ha messo a disposizione di tutti gli enti una piattaforma informatica che permette di aggiornare in tempo reale andamento degli interventi. E’ stato illustrato anche lo “Sblocca Italia”, che detta le regole della procedura negoziata per l’affidamento rapido dei lavori. Abbiamo bisogno di cambiare radicalmente le politiche di governo del territorio. Farò ricostruire con le aerofotogrammetrie regionali la sequenza dello sviluppo della cementificazione nella nostra regione e parallelamente la sequenza delle alluvioni così come si sono verificate. Sono certo che nella maggior parte dei casi le due cose si sovrappongono. Tuttavia questa giunta ha dato alla Toscana gli strumenti perché una svolta ci sia davvero, vietando le edificazioni nelle aree ad alto rischio idraulico, approvando la legge 1 contro il consumo di suolo e, a breve, il Piano paesaggistico. Dal governo ci servirebbero due interventi: consegnare i poteri commissariali ai presidenti di Regione e mettere fuori patto di stabilità le risorse per questi interventi».

Dopo la riunione a Firenze Rossi è partito per Carrara per incontrarsi con gli amministratori della Provincia apuana.