Dal 2011 sono 700 i milioni di euro investiti allo scopo dalla Regione

Altri 63 milioni di euro contro il dissesto idrogeologico, firma tra Regione Toscana e Ministero

Rossi: «Finalmente si potrà ridurre in modo sostanziale il rischio idraulico per Firenze»

[18 dicembre 2017]

Sono circa 100 i milioni di euro che la Toscana investe ogni anno per ridurre il rischio idrogeologico sul proprio territorio, tanto bello quanto fragile, ma ancora non bastano. Il lavoro da fare è ancora gigantesco, come testimonia la devastante alluvione che nel settembre scorso si è abbattuta sul livornese, provocando milioni di euro di danni e otto vittime. Ma servono risorse: per questo al ministero dell’Ambiente è stato siglato oggi un protocollo d’intesa – firmato dal ministro Gian Luca Galletti e dal governatore toscano Enrico Rossi –, che permetterà di investire ulteriori 63 milioni di euro contro il dissesto idrogeologico in Regione.

«Tra Regione e Ministero – dichiara il ministro Galletti – c’è una piena condivisione di progetti e obiettivi di medio-lungo termine per tutelare il territorio toscano. In questi anni abbiamo cambiato registro e metodo: ci sono fondi, progettualità, consapevolezza dei rischi ulteriori innescati dai cambiamenti climatici. Confido che il percorso intrapreso venga attuato e proseguito con coerenza in Toscana, come da tutti i presidenti di Regione quali Commissari di governo al dissesto, dunque con poteri straordinari per accelerare opere così importanti».

Nel dettaglio, il protocollo d’intesa prevede fondi per oltre 26 milioni di euro destinati a 15 interventi (secondo le priorità indicate dalla sezione programmatica del dpcm 2015) nella lotta al dissesto idrogeologico, risorse che arriveranno attraverso il “Fondo Infrastrutture Ambientali” della legge di Bilancio per l’anno 2017; inoltre, Ministero e Regione hanno firmato un atto integrativo all’accordo del 2010 che permette il finanziamento di 31 interventi per oltre 37 milioni di euro, arrivando così ai 63 di cui sopra.

Il più rilevante per importo finanziario presente nel nuovo protocollo d’intesa, da 16 milioni e 750 mila euro, è in provincia di Arezzo: si tratta dell’adeguamento della diga di Levane e delle opere connesse a questo intervento, che consentiranno in sinergia con le casse di espansione di Figline Valdarno di abbattere sensibilmente il rischio sulla città di Firenze. Per quanto riguarda invece l’atto integrativo degli accordi risalenti al 2010, tra gli impegni del dicastero spiccano gli 1,8 milioni di euro destinati al Comune di Collesalvetti in località Stagno, una delle aree della provincia di Livorno alluvionate nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2017.

«Proseguiamo, con il passo costante e sicuro del montanaro – commenta il presidente Rossi – a spendere materialmente al ritmo di 100 milioni l’anno in opere per la difesa del suolo e la tutela dell’equilibrio idrogeologico del nostro territorio. Lo facciamo dal 2011, ed abbiamo investito fin qui a questo scopo qualcosa come 700 milioni di euro. Con la firma di oggi ci garantiamo questo livello di interventi anche per il 2018. Dei circa 64 milioni che fanno parte del protocollo 27 provengono dal bilancio regionale. Si tratta di interventi importanti che riguardano le dighe di Levane, per la messa in sicurezza di Firenze, con lavori sul Serchio e nelle zone alluvionate di Livorno. Si tratta di opere che interessano nove delle dieci province della Toscana. La firma di oggi – commenta il presidente Rossi – testimonia la serietà del percorso intrapreso da quando sono stato nominato commissario per costruire i progetti e attuare gli interventi. Con questi fondi e assieme a quelli già presenti nell’accordo, oltre ad affrontare le criticità, finalmente si potrà ridurre in modo sostanziale il rischio idraulico per Firenze, in particolare grazie alla sinergia tra le casse di Figline Valdarno e la diga di Levane. Esprimo soddisfazione per la collaborazione con il Ministero dell’ambiente e sopratutto per il lavoro svolto dalle strutture tecniche e progettuali della Regione che è stato particolarmente prezioso e ha consentito di attingere a queste risorse».

L. A.