Al via la EU Water conference 2018

Appena il 40% dei fiumi e laghi Ue è in buona salute: a rischio l’obiettivo 2027

A Vienna un “controllo di idoneità” della normativa. Wwf: «Molti governi stanno ora disperatamente cercando una via d’uscita dagli impegni assunti»

[20 settembre 2018]

Si apre oggi a Vienna la EU Water conference 2018, dove oltre 400 delegati degli Stati membri sono chiamati a fare il punto sui progressi sullo stato di salute di fiumi e laghi europei, tanto quanto sulla gestione sostenibile delle risorse idriche e nell’attuazione della legislazione Ue sulle acque, in vigore dal 2000. Sarà anche l’occasione per una valutazione dell’attuale normativa, una sorta di “controllo di idoneità”.

L’appuntamento trova però gli Stati europei in ampio ritardo: «Con appena il 40% delle acque Ue attualmente in salute – sottolineano al proposito dal Wwf – è chiaro che gli Stati membri devono intensificare seriamente il loro impegno per raggiungere l’obiettivo al 2027, attraverso Piani di gestione efficaci a livello di bacino, maggiori investimenti e minor uso delle deroghe».

Per il Panda l’attuale legislazione europea in materia di acque è ambiziosa ed efficace, ma ci sono tentativi di indebolirla da parte degli Stati europei; un semplice emendamento  alla Direttiva quadro acque consentirebbe infatti  agli stessi di eludere facilmente il loro obbligo giuridico di garantire per tutte le acque europee buone condizioni ecologiche della risorsa idrica entro il 2027 e di prevenirne il deterioramento. «Un indebolimento della  normativa comunitaria sarebbe una dichiarazione di bancarotta della politica ambientale europea – spiega Martina Mlinaric, senior policy officer presso l’European policy office del Wwf – Avendo mancato l’obiettivo originario di portare tutte le acque europee in buona salute entro il 2015, gli Stati membri ora percepiscono la pressione, ma, invece di raddoppiare i loro sforzi, molti governi stanno ora disperatamente cercando una via d’uscita dagli impegni assunti, usando l’escamotage del processo di controllo di idoneità».

Una strada che è importante non tenti anche l’Italia.  «In questa occasione – dichiara Andrea Agapito, responsabile Acque Wwf Italia – chiediamo al nostro Paese di confermare l’obiettivo del raggiungimento entro il 2027 del buono stato ecologico delle acque e di dichiarare come ha intenzione di  colmare i suoi ritardi sulla mancata depurazione delle acque e sulla governance dei bacini idrografici, che hanno portato rispettivamente all’apertura di una procedura d’infrazione e a diverse istruttorie da parte della Commissione europea».