Arno, 5 interventi per la messa in sicurezza da Regione e governo

[6 agosto 2014]

Grazie al prossimo inserimento nel programma di interventi strategici previsti dalla Legge Obiettivo concretizzatasi, per la Toscana, nell’intesa generale quadro del 2003, saranno possibili 5 interventi  strategici per la messa in sicurezza del bacino dell’Arno e che potranno beneficiare delle stesse procedure semplificate delle grandi opere.

La regione in un comunicato informa che «L’accordo integrativo verrà firmato prossimamente da Regione, presidenza del Consiglio, ministeri dell’ambiente, delle infrastrutture e dei rapporti con le Regioni. Le opere che saranno inserite nell’intesa sono: le casse di espansione di Figline, Pizzicone e Restone, le casse di espansione di Incisa e Rignano, le casse di espansione di Roffia, la risagomatura e adeguamento dello Scolmatore d’Arno, l’adeguamento della diga di Levane e delle opere connesse a difesa dei territori di Laterina e Pergine Valdarno. Il costo complessivo di questi interventi è di 103 milioni di euro, in parte già finanziati dall’accordo del 2005. Per la parte restante i fondi saranno reperiti con le risorse proprie della Legge Obiettivo».

La  giunta regionale ha approvato la delibera proposta dall’assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini, che ha dato il via libera all’aggiornamento dell’atto aggiuntivo dell’Intesa generale quadro fra Governo e Regione Toscana per il congiunto coordinamento e la realizzazione delle infrastrutture strategiche con indicazione delle principali priorità”, e che nasce da un percorso condiviso con il sottosegretario Erasmo D’Angelis fin da quando era Sottosegretario alle infrastrutture, poi proseguito fino ad oggi nel suo nuovo incarico di coordinatore dell’unità di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche.

L’assessore Bramerini  spiega: «Abbiamo inserito queste opere nell’aggiornamento dell’intesa con il Governo per la rilevanza del loro impatto sul territorio regionale e, in particolare, su un’area come quella rappresentata dalla valle dell’Arno. Si tratta di un territorio con un delicato equilibrio che costituisce anche una risorsa economica, ambientale e culturale di importanza strategica, non solo per la Toscana ma per l’intero paese. E’ per questo che abbiamo ritenuto di dover dare un colpo di acceleratore per opere, già in buona parte avviate, che consideriamo prioritarie per ridurre il rischio idraulico lungo l’asta principale del fiume». La Bramerini conclude sottolineando «L’importanza del risultato che sarà raggiunto con il riconoscimento dell’Arno come fiume di rilievo nazionale. Un riconoscimento importante che consentirà di accedere alle risorse per la realizzazione delle opere infrastrutturali necessarie per la sua tutela e per la messa in sicurezza dell’intero bacino esattamente come si fa per le grandi opere di interesse nazionale».