Arno navigabile: come e con chi

[13 gennaio 2015]

In un recente incontro ai Navicelli si è tornati a parlare degli impegni del Parco, del Comune e di altri e vari soggetti anche privati della Golena d’Arno e della navigabilità del fiume. Si è detto che restiamo in attesa dell’ok della regione. Qui forse è opportuno fare un momento mente locale perché l’Arno è un fiume alla cui gestione complessiva e non soltanto del suo sbocco a mare è preposto da anni l’autorità di bacino. E tuttavia anche dopo gli ultimi disastri anche in Toscana si è parlato di contratti di fiume, di Consorzi di Bonifica ( elettivi !) ma non del bacino dell’Arno – intendo cioè il fiume tutto e la sua navigabilità.

In troppi forse hanno dimenticato che a suo tempo nel bilancio della regione erano previsti finanziamenti per la istituzione di specifiche aree protette in più tratti territoriali. Sarebbe l’ora di ricordarlo perché la Direttiva quadro sulle acque europea afferma che tutti i bacini idrografici dovrebbero essere gestiti da un piano di gestione coinvolgente tutti gli attori interessati. E per coinvolgere i cittadini serve migliorare la comunicazione e le iniziative.

Ai Navicelli si è accennato alla esperienza del Po ma lì il punto di forza non a caso lo si trova nell’impegno richiamato dalla direttiva europea tra autorità di bacino e aree protette del lungo corso del fiume. Per la laguna di Venezia infatti il Comune ha proposto la istituzione di un parco nella zona nord lungo tutto il territorio fino alle altre aree naturali protette.

L’ok della regione Toscana tanto più nel momento in cui sta per essere approvata la nuova legge sui parchi e quella urbanistica e sul paesaggio dovrebbe tirare fuori dai suoi cassetti anche buone idee misteriosamente sparite. Il nostro tratto di golena può dare il buon esempio in barba ai tanti gufi che non hanno di meglio ad ogni piè sospinto per rifarsela con il parco per qualsiasi rogna.