Le conclusioni dello studio: «Necessaria la presa in carico di numerosi soggetti»

Inquinamento da arsenico a Gela e Taranto, i preoccupanti risultati dell’indagine Sepias

Domani a Roma la presentazione ufficiale

[8 maggio 2014]

«Per Taranto e Gela ci sono indicazioni per la presa in carico di numerosi soggetti, e a livello di comunità per lo svolgimento di una campagna di Biomonitoraggio umano (BMU) ad ampio spettro utilizzando il protocollo completo, con particolare attenzione al recupero di informazioni approfondite sul profilo alimentare, residenziale e occupazionale». Sono le preoccupanti conclusioni dello studio SEpiAs (Sorveglianza epidemiologica in aree interessate da inquinamento ambientale da arsenico di origine naturale o antropica), finanziato dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie  (Ccm) del Ministero della Salute, e che è stato condotto in aree con inquinamento da arsenico di origine naturale (Amiata e viterbese) o antropica (Gela e Taranto).

Ricordiamo infatti che l’arsenico ed i suoi composti inorganici sono classificati come cancerogeni certi per l’uomo da oltre 30 anni da parte della Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC 1980, 1987). Nel 2004 l’As in acqua per uso umano è stato classificato come cancerogeno accertato per l’uomo (gruppo 1) (IARC 2004). Lo studio verrà presentato domani venerdì 9 maggio durante il Workshop SEpiAs che si terrà nell’aula Convegni CNR in piazzale Aldo Moro 7 a Roma dalle 10 alle16.30.

Come viene ricordato nello studio negli ultimi anni è cresciuto l’interesse sulle esposizioni a dosi moderate di arsenico inorganico (Asi ) e di forme organiche e sulle conseguenze sulla salute in riferimento a diverse patologie non tumorali con evidenze ancora insufficienti o limitate, quali malattie cardiovascolari, diabete e disordini neurologici. In Italia, inoltre «il problema della presenza di As nelle acque per usi civili ha riguardato vaste aree, suscitando anche inquietudine nelle comunità coinvolte. Negli anni recenti in numerosi comuni sono stati effettuati interventi per garantire l’adeguamento al livello di concentrazione di 10 µg/L, in alcuni casi ancora in corso di realizzazione».

E  l’obiettivo di SEpiAs è proprio quello di valutare la relazione tra esposizione umana ad arsenico, stimata attraverso dati di inquinamento ambientale e valutata mediante indicatori di dose assorbita e marcatori biologici di effetto precoce sulla salute, allo scopo di definire indicatori per un sistema avanzato di sorveglianza ambiente-salute.

Nei prossimi giorni greenreport.it sarà in grado di fornire ulteriori dettagli, stay tuned