Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana, in esclusiva per greenreport.it

Asa e Gaia, una cooperativa per l’acqua? Cispel: «Ipotesi non prevista da leggi italiane e Ue»

«Fusione? Per un miglioramento del rating meglio coinvolgere tutti i gestori toscani»

[11 settembre 2015]

degirolamo_informale3-340x226

Il sindaco di Livorno e quello di Camaiore, il pentastallato Nogarin e il piddino Del Dotto, si sono incontrati per proporre «un percorso che punta alla nascita di una nuova società pubblica interamente pubblica, dove confluiscano Asa e Gaia». Cosa ne pensa?

«Gli azionisti delle società hanno sempre tutto il diritto/dovere di valutare strategie che diano valore alle aziende, anche attraverso ipotesi di fusione e aggregazione. L’ipotesi avanzata di creare una cooperativa non è attualmente prevista dalla legislazione europea e nazionale sugli affidamenti di servizi pubblici locali e sulle concessioni».

Qual è invece il suo parere sulla proposta originariamente avanzata dal presidente di Asa, Del Nista, circa la fusione tra Asa e Gaia ma sotto altra forma (pur sempre a controllo pubblico)?

«La fusione fra Gaia e Asa deve superare un ostacolo formale non piccolo, considerato che Asa è una società mista e Gaia è una azienda tutta pubblica in house, e le delibere di affidamento fanno riferimento a queste due diverse modalità di affidamento e andrebbero pertanto cambiate. Asa inoltre è una società multiservizi (gestisce anche la distribuzione di gas), mentre Gaia invece è monoservizi idrica. Se Asa dovesse scorporare il ramo idrico sarebbe un ulteriore processo complesso e certo non breve».

Mentre Gaia è già interamente pubblica, in Asa lo è il 60% degli azionisti (36,5% il solo Comune di Livorno) mentre il socio industriale è il Gruppo Iren con il restante 40%. Nogarin e Del Dotto immaginano il versamento da parte dei cittadini (con un bacino potenziale di circa 700mila utenti)  di una quota, «che potrebbe essere di un euro», per riscattare oggi la quota in mano ai privati. La cifra sarebbe sufficiente? 

«Nel quadro legislativo europeo e nazionale non è prevista la modalità di partecipazione di singoli privati cittadini ad aziende in house, che possono essere solo partecipate dalle amministrazioni. Versamenti di privati cittadini possono essere effettuati tramite l’istituto delle obbligazioni, cosa possibile ma regolata da leggi specifiche».

Quello dell’acqua controllata dal pubblico è un tema sentito sul territorio, e rimarcato da un referendum nazionale pochi anni fa, ma al contempo sono decisivi gli investimenti per la tutela della risorsa idrica. A quanto ammontano quelli più urgenti nell’area coperta da Asa e Gaia? Un piano industriale comune potrebbe favorirli?

«Fino al 2017 Gaia ha un piano di investimenti di 103 milioni e Asa di 96. Il vantaggio di una eventuale fusione per il finanziamento di investimenti deriva soprattutto dal miglioramento del rating della nuova società rispetto a quelle precedenti, bisognerà quindi valutare se la fusione produrrà questo effetto. Una fusione più grande, che coinvolga tutti i gestori toscani probabilmente otterrebbe questo risultato».