Ieri una bomba d’acqua ha colpito Carrara, oggi allarme rosso nella Capitale

Aumentano le alluvioni, e anche le matricole per Geologia. Ma chiudono i dipartimenti

Incremento del 46% degli iscritti, ma paradossalmente le università vanno in retromarcia

[6 novembre 2014]

C’è un dato chiaro che testimonia  quanto sia crescente l’interesse degli italiani per la geologia. L’Anagrafe degli studenti del MIUR  mostra che il numero di nuovi immatricolati nei corsi di laurea di Geologia in Italia dal 2008 ad oggi ha avuto un incremento del 46%. Tale aumento interessa praticamente tutto il territorio nazionale e si verifica nel contesto di un generale forte calo delle iscrizioni universitarie nelle discipline scientifiche. Eppure leggi e riforme stanno portando alla completa chiusura dei Dipartimenti di Scienze della Terra, lì dove si forma il geologo e dove nasce la cultura del territorio.

Il caso più eclatante, ma non è il solo, è quello dell’Emilia-Romagna, regione con grandissimi problemi geologici e con quattro Università, in nessuna delle quali è sopravvissuto un dipartimento di Scienze della Terra.  Nell’Università più antica del mondo di Bologna, dove nel 1603 Ulisse Aldovrandi coniò il termine “geologia”, oggi non esiste più un dipartimento esclusivamente dedicato allo studio del territorio, dei suoi dissesti e delle sue risorse. Non viviamo solo la distruzione del territorio, ma anche quella morale e culturale. Si aggiunga che la maggior parte dei dipartimenti per la difesa del suolo e delle coste, comunali, provinciali e persino regionali, così come quelli per la sostenibilità ambientale, sono quasi sempre appannaggio di professionalità che poco o nulla hanno a che fare con la formazione culturale derivante dalle complesse discipline delle Scienze della Terra.

Eppure ancora oggi si continua a voler affermare, anche sotto il profilo normativo, standard di progettazione che estremizzano l’approccio ingegneristico, senza pensare di inserire compiutamente l’opera nel suo contesto fisico e senza valutarne le interazioni. E sappiamo che la maggior parte delle criticità rilevate nella costruzione delle grandi opere, ma anche in quelle medie e piccole deriva da una modellazione geologica ora errata, ora scadente, ora persino assente.

di Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi