Il bilancio finale di Goletta dei Laghi 2014. Più di 100 punti campionati in difesa dei bacini lacustri

[5 agosto 2014]

In più di un mese il viaggio della Goletta dei Laghi 2014,  per la salvaguardia dei bacini lacustri italiani, un patrimonio di biodiversità e una fonte di sviluppo sostenibile, ha acceso i riflettori su molti dei problemi che minacciano i bacini lacustri e le acque interne: «Dalla cementificazione delle coste, di cui sono un triste esempio molti laghi settentrionali come l’Iseo e il Garda, ai paventati progetti impattanti frutto di una visione insostenibile del turismo, come la possibile realizzazione del comprensorio sciistico più grande del Sud Italia sui laghi Arvo e Cecita in Calabria. E ancora l’impatto delle attività agricole, come sul lago di Como, e quello delle attività industriali per i quali è necessario un monitoraggio costante, come deve accadere per il lago Pertusillo in Basilicata. Ad aggravare la situazione, il diffuso disinteresse degli enti preposti. Nel caso della Sicilia la mancata applicazione in oltre tredici anni delle norme a tutela delle acque interne è valsa alla Regione la consegna della Bandiera Nera».

Ma la campagna ambientalista ha anche raccolto molti elementi raccolti che dimostrano che «I laghi possano diventare modelli di gestione virtuosa dei territori, capaci di attirare turismo sostenibile grazie alle bellezze naturali. Una ricchezza testimoniata dalle numerosissime Zone a Protezione Speciale e Siti di Interesse Comunitario in cui sono inseriti. Veri e propri presidi ecologici, come per esempio i Pantani di Lentini e Gelsari in Sicilia, il lago di Vico nel Lazio, il lago di Porta in Toscana, i bacini della Sila in Calabria».

Rossella Muroni, direttrice nazionale di Legambiente, sottolinea che «In questi anni la campagna ha saputo soddisfare la primaria esigenza di un monitoraggio puntuale della qualità delle acque ed è progressivamente cresciuta riuscendo a coinvolgere sempre più aree del nostro Paese e ampliando i contenuti, dalla tutela della biodiversità al sostegno a forme di turismo sostenibile  A maggior ragione in un momento economico così difficile siamo convinti che i laghi possano essere motori della green economy e diventare volani di sviluppo sostenibile. Perché questo accada è necessaria una pianificazione coordinata tra tutti gli attori coinvolti, ancora troppo spesso non attuata. Da qui il nostro sostegno a strumenti come i Contratti di Lago che possono far collaborare concretamente le istituzioni provinciali e regionali, le amministrazioni lacuali e quelle dell’entroterra, gli enti tecnici, le società di gestione, le associazioni e i cittadini».

Gli ambientalisti sono convinti che l’esperienza dei Contratti di Lago tracci  la strada per una pianificazione partecipata del territorio e la riqualificazione dei bacini lacustri e la Goletta ha stimolato l’utilizzo dello strumento dei Contratti, previsto dalla Direttiva Quadro Europea sulle Acque 2000/60/CE, sulla scia dei percorsi avviati sul Trasimeno in Umbria e sui laghi di Avigliana in Piemonte, esempi della buona gestione auspicata dagli ambientalisti, come dimostrano le 5 Vele della Guida Blu di Touring Club e Legambiente che hanno premiato  Avigliana  Le 5 vele che segnalano la sostenibilità ambientale, il rilancio dell’economia locale e il rispetto degli equilibri naturali sono state assegnate anche a  Bellagio sul lago di Como, Appiano sulla Strada del Vino, Fiè allo Sciliar e Molveno sui laghi trentini, a Tuoro sul Trasimeno in Umbria e a Massa Marittima sul lago dell’Accesa in Toscana.

Ma purtroppo ci sono anche le cattive notizie: «E’ complessivamente negativo l’esito del monitoraggio scientifico svolto dai tecnici del laboratorio mobile in 12 laghi: Iseo, Lario, Varese, Ceresio Maggiore e Garda in Lombardia, la sponda del Maggiore in Piemonte e quella del Garda in Veneto, Bolsena, Bracciano, Albano e Vico nel Lazio e Trasimeno e Piediluco in Umbria – dicono a Legambiente – Su 101 punti campionati complessivamente ben 62 hanno mostrato una concentrazione di batteri fecali superiori alla norma, 39 in misura tale da risultare fortemente inquinati. Tra i più critici i bacini della Lombardia, con 38 punti su 58 oltre i limiti di legge. Per far fronte alla situazione urgono investimenti in infrastrutture fognarie e depurative, per questo Legambiente ha presentato il dossier #salvaacque che raccoglie alcune delle opere più urgenti per migliorare la qualità dei corpi idrici nella regione lombarda».

Come sulle coste marine anche per quelle lacustri le principali responsabili dell’inquinamento sono le foci d’acqua che raccolgono reflui nell’entroterra, oltre agli scarichi diretti a lago, in un quadro generale segnato  spesso dall’inadeguatezza dei sistemi fognari e depurativi.

Giorgio Zampetti, responsabile scientifico nazionale di Legambiente, conclude: «La carenza del sistema depurativo riguarda ancora un’estesa area del nostro Paese dato che coinvolge un quarto della popolazione. Le conseguenze, oltre al grave impatto sull’ambiente, sono anche economiche: rischiamo di dover  pagare pesanti sanzioni per le procedure d’infrazione dovute al mancato rispetto delle direttive europee. La Goletta dei Laghi continuerà a tenere alta l’attenzione anche nei prossimi mesi. Il tempo infatti sta per scadere: interventi mirati alla tutela delle acque e degli ecosistemi lacustri sono urgenti per rispettare la scadenza europea per il raggiungimento del buono stato ecologico dei laghi previsto dalla direttiva 2000/60 per il 2015. Un traguardo raggiunto da meno della metà».