Bollino rosso mare Lazio, Legambiente conferma tutto

[3 luglio 2014]

In riferimento alle polemiche sorte a seguito delle comunicazione dei dati relativi alle analisi effettuate dai tecnici di Goletta Verde lungo la costa del Lazio si specifica che i tecnici di Legambiente eseguono il controllo dello stato di qualità del mare e delle coste con particolare attenzione al rischio di  inquinamento causata dalla mancanza o inadeguatezza del servizio di depurazione e agli scarichi che si riversano nelle acque marine. La determinazione dei singoli punti avviene attraverso la raccolta d’informazioni sul territorio da parte dei circoli locali di Legambiente e delle segnalazioni dei cittadini attraverso il servizio SOS Goletta.

Nel raccontare la fotografia scattata da Goletta Verde, Legambiente non ha mai sostenuto che tutta la costa laziale, né le intere fasce costiere dei singoli comuni, siano inquinate e non ha soprattutto mai dato giudizi sulla balneabilità delle acque. Compito che svolge l’Arpa di concerto con le amministrazioni locali, i cui dati sono quelli di riferimento.

Il nostro giudizio è riferito esclusivamente ai punti monitorati nell’ambito della campagna Goletta Verde, prelevati in particolare in prossimità di foci, canali e fossi proprio con l’obiettivo di denunciare come ancora oggi questi siano ricettacolo di scarichi non depurati, costituendo la principale fonte di immissione di inquinanti in mare. Sui 24 campionamenti effettuati, infatti 18 – cioè il 75% – ha presentato un’elevata concentrazione di inquinamento microbiologico, indice chiaro della presenza di scarichi non depurati.

“Piuttosto che contestare reciprocamente i dati delle analisi sarebbe utile piuttosto ragionare sulla capacità di depurazione del sistema laziale – dichiara Roberto Scacchi, direttore di Legambiente Lazio -. Le nostre analisi, i cui risultati sono stati inviati prima della conferenza stampa ai Comuni costieri dove si sono registrate le principali criticità, per le quali rivendichiamo professionalità e scientificità, hanno rilevato valori elevati dei parametri microbiologici monitorati, ad indicare la presenza di contaminazione fecale molto probabilmente derivante da scarichi non depurati soprattutto in corrispondenza di foci, fossi e canali”.

“Noi non assegniamo patenti di balneabilità e svolgiamo un ruolo diverso da quello dell’Arpa – aggiunge Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente –. Non a caso, l’obiettivo di mettere in luce le situazioni critiche che ancora permangono lungo la costa, preleviamo i campioni proprio laddove una presunta fonte di inquinamento arriva in mare, per questo il nostro giudizio può risultare differente dai controlli sulla balneazione. Ma laddove emergono dati critici e non sottovalutabili sulla presenza di cariche batteriche è bene andare oltre le polemiche e cercare di individuare e risolvere la causa. Ed è questo proprio l’obiettivo del nostro lavoro, con la piena collaborazione all’approfondimento delle problematiche legate al mare, anche di concerto con le amministrazioni.”

Legambiente Lazio