Riceviamo e pubblichiamo

Bonifica fluviale, da Legambiente Siena il punto della situazione sul territorio

[3 dicembre 2015]

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Da qualche settimana la questione della bonifica fluviale è salita alla ribalta a causa del taglio radicale della vegetazione avvenuto lungo il torrente Riluogo tra Colonna San Marco e Cerchiaia, intervento successivo rispetto a quello avvenuto in zona Due Ponti. La sorpresa per i cittadini e le associazioni è stata molta anche perché, ad oggi, non ne abbiamo capito la ragione e il dibattito andato in onda circa una settimana fa sul canale locale non ha chiarito nessun dubbio in merito.

Il Consorzio di bonifica si è occupato di affidare l’incarico, avvenuto su affidamento diretto (senza gara) e apparentemente senza che ci sia stato nessun costo per l’Amministrazione.

L’azione è stata effettuata non considerando le prescrizioni della Regione Toscana (“Linee guida – per la gestione della vegetazione di sponda dei corsi d’acqua secondo criteri di sostenibilità ecologica ed economica”) che stabiliscono quanto segue:

– il taglio della vegetazione arborea deve eliminare quelle piante con problemi di stabilità (presenza di lesioni, marciumi, marcati disseccamenti della chioma, ecc.);

– il taglio deve favorire le specie autoctone tipiche dell’ambiente ripariale

– devono essere rilasciati gli individui prossimi all’alveo, quando costituiscono con l’apparato radicale, ambienti necessari alla protezione della fauna acquaiola e

dell’ittiofauna;

− quando possibile vanno preferiti per il rilascio gli individui di specie con fruttificazioni appetite dalla fauna;

− le piante rilasciate, ed in particolare quelle sulle sponde, devono mantenere una copertura del corpo idrico, utile a limitare il riscaldamento dell’acqua conseguente all’aumento dell’irraggiamento;

− se non strettamente necessario vanno escluse dal taglio le piante morte in piedi di ridotte dimensioni, che con un eventuale crollo non costituiscano comunque ostacolo al deflusso delle piene di riferimento. Tale scelta deve essere tesa ad agevolare popolazioni di organismi detritivori necessari alla conservazione di un elevato livello di biodiversità;

Crediamo invece che il taglio sia avvenuto principalmente per recuperare il legname probabilmente venduto per ricavarne un profitto, senza scelta tra piante sane e piante malate limitandosi ad eliminare anche ciò che avrebbe rallentato le acque in caso di piogge intense.

Siamo certi che la totale assenza della vegetazione renda questi corsi d’acqua meno pericolosi in caso di fortissime piogge e quindi di ingrossamenti repentini (anche in considerazione delle attività commerciali esistenti nelle immediate vicinanze)?

Facendo eco a quanto è già stato scritto e detto da altre associazioni e credendo che l’intervento in oggetto sia stato effettuato in palese disaccordo rispetto alle prescrizioni Regionali, auspichiamo nei prossimi mesi di concordare un incontro con il Consorzio per porre loro direttamente le nostre richieste. Chiediamo inoltre che la documentazione relativa a tali interventi sia accessibile a tutti e che la Regione o chi per lei vigilino su tali atti.

di Francesca Casini, presidente Legambiente Siena