Cispel, le utilities contro la crisi: «Ora investimenti e norme stabili per rilanciare la Toscana»

[18 giugno 2014]

Intervenendo all’assemblea annuale Confservizi Cispel Toscana, nella quale è stato fatto il punto sullo stato dei servizi pubblici locali in Toscana, il presidente dell’associazione, Alfredo De Girolamo (nella foto), si è rivolto direttamente all’assessore alla presidenza della Regione Toscana, Vittorio Bugli, all’assessore all’area metropolitana del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini, e a quello al Bilancio Lorenzo Perra,  facendo loro poche ed essenziali richieste: «Incentivi alle fusioni, sostegno agli investimenti, norme più semplici per i diversi settori, regole chiare in materia tariffaria, istituzioni “amiche” delle imprese e non ostacolo alla crescita».

De Girolamo ha sottolineato che «in un quadro di crisi economica seria della Toscana, le utilities toscane hanno tenuto o addirittura migliorato il proprio fatturato, occupati e investimenti e si candidano a guidare la ripresa economica attesa dal 2015».

L’assemblea di Confservizi Cispel Toscana  è stata anche l’occasione per presentare le proposte per l’ultimo anno di legislatura regionale e per il governo delle città toscane delle aziende di servizio pubblico, con oltre 200 aziende associate, 3 miliardi di euro di fatturato annuo, 15.000 dipendenti, 500 milioni di investimenti all’anno, il 2% del Pil regionale.

De Girolamo ha detto agli amministratori pubblici ed agli aderenti all’associazione: «Chiediamo alla Regione di completare gli impegni presi con il programma di Governo: gara per il Tpl entro l’anno con le risorse adeguate, riforma della legge sui rifiuti con il ritorno alla Regione dei compiti di autorizzazione degli impianti e superamento delle province, approvazione del piano regionale rifiuti e completamento delle gare per la gestione negli Ato Centro e Costa. Ma soprattutto politiche industriali e investimenti pubblici nei settori dell’acqua, del riciclaggio, dei trasporti e della distribuzione di gas, utilizzando al meglio i fondi europei 2014-2020».

Al Comune di Firenze il presidente di Confservizi Cispel Toscana ha chiesto di «far propria la proposta per una smart city “basata sui progetti delle aziende di servizio pubblico locale di Firenze e sul modello di farmacia dei servizi per avvicinare i servizi socio sanitari ai cittadini. I Comuni hanno nelle nostre aziende l’alleato principale per costruire la città intelligente del futuro, dunque usiamo insieme tutto il potenziale di innovazione, di crescita, di qualità che sta dentro alle amministrazioni comunali e alle aziende che erogano servizi pubblici, così da accogliere insieme la sfida della smart city e di una regione intelligente».

De Girolamo ha concluso: «Queste le nostre considerazioni e le proposte concrete e semplici che avanziamo a chi governa e decide. Un’agenda di impegni concreti e proposte realizzabili in poco tempo per rilanciare l’economia regionale e l’occupazione e migliorare i servizi».