Come è messa la depurazione dei reflui in Toscana? Non benissimo, secondo l’Ue

[1 luglio 2014]

I dati diffusi oggi da Goletta Verde sullo stato di salute del mare toscano, e relativi reflui, faranno sicuramente discutere come tutti gli anni, ma la Toscana, pur con una qualità depurativa sicuramente più alta di molte alte Regioni, qualche problema di depurazione ce l’ha, almeno a leggere la “Procedura di infrazione 2014/2059 – Attuazione in Italia della direttiva 1991/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane (ex Pilot 1976/2011/ENVI)”, inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ai ministeri dell’ambiente e degli esteri ed alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

La situazione in Toscana non è certo disastrosa come quella di Sicilia (175 casi segnalati), Calabria (130 casi),  Campania e Lombardia (115 l’una), ma la lettera di messa in mora dell’Ue mette in fila per la Toscana una sfilza di 42 inadempienze (comunque solo una in più della piccola Basilicata), alcune delle quali sono già state risolte o in via di risoluzione (vedi Firenze), ed evidenzia qualche trucco (come quello del giochino degli abitanti equivalenti), probabilmente utilizzato anche da piccoli Comuni turistici che non rientrano nell’elenco dei “cattivi” stilato dall’Ue ma che non hanno impianti di depurazione a norma secondo la Direttiva richiamata.

Secondo L’Ue la Toscana fa comunque molto peggio del Lazio (6 problemi), della Liguria, (9), dell’Emilia Romagna (10) ed è lontanissima dalla minuscola Val d’Aosta (2), dal  Piemonte (3) e dal  Trentino Alto Adige (2 problemi in provincia di  Bolzano e 2 in Provincia di Trento).

Ecco le motivazioni delle presunte violazioni:

«Sulla base delle informazioni disponibili, risulta che tutto il carico è raccolto, ma non inviato a trattamento» nei seguenti agglomerati:  Abbadia San Salvatore (9.038 abitanti equivalenti); Agliana (14.920 a.e); Arcidosso (3.784 a.e.); Bientina (5.396 a.e.); Cascine – La Croce (3.206 a.e.); Cerreto Guidi (2.524 a.e.); Chiusi (3.151 a.e.); Chiusi Scalo (5.138 a.e.); Comeana (2.836 a.e.); Foiano della Chiana (7.046 a.e.); Giglio Porto 2.447 a.e.); Montalcino (3.271 a.e.);

«Sulla base delle informazioni disponibili, risulta che il carico raccolto non è inviato a trattamento» a: Guardistallo (3.900 a.e.); Impruneta (5.386 a.e); Manciano (4.032 a.e.); Montecalvoli (3.147 a.e.); Pomarance (3.894 a.e); Rufina (5.454 a.e.);

Invece «Sulla base delle informazioni disponibili, risulta che tutto il carico è raccolto, ma solo una parte è inviata a trattamento» a Barga (4.391 a.e.); Montignano-Ugnano (2.585 a.e.); Montespertoli (5.956 a.e.).

A Portoferraio (16.209 a.e.), «L’impianto non garantisce un trattamento secondario. I risultati del trattamento non sono conformi ai requisiti della Direttiva», qui bisogna capire quale area si intenda per “Portoferraio”, anche perché l’Elba risulta avere  un deficit depurativo del 40%, mentre il capoluogo dell’isola sta realizzando il depuratore di Schiopparello

«Sulla base delle informazioni disponibili, risulta che solo una parte del carico raccolto è inviata a trattamento» a Buti (2.255 a.e.); Cascina (37.591 a.e.); Cascine – La Croce (3.206 a.e.);  Foiano della Chiana (7.046 a.e.); Montaione (5.193 a.e.); Pisa (121.922 a.e.); Poggio a Caiano (8.698 a.e.); Pontasserchio (3.654 a.e.); Poppi (5.976 a.e.); San Giuliano Terme (2.244 a.e.); Santa Maria a Monte (5.892 a.e.); Volterra (10.309 a.e.). Anche per la Zona – Firenze risultava, prima dell’entrata in funzione del nuovo collettore che «Sulla base delle informazioni disponibili, risulta che solo una parte del carico raccolto è inviata a trattamento. Inoltre, il carico attribuito a questo agglomerato è diminuito, senza che alcuna giustificazione sia stata fornita. Pertanto, e finché tale riduzione non sarà giustificata, l’agglomerato sarà considerato non conforme agli articoli 3 e 4», Infatti gli abitanti equivalenti della C Zona – Firenze sono passati da 685.348 a 642.336», stessa motivazione per Pistoia, passata da 171.936 a 84.876 abitanti equivalenti e Marina di Pisa-Tirrenia Calambrone, scesa da 13.600 a 10.185 a.e.

Per Margine Coperta-Traversagna, che passa da 12.562 a 7.375 abitanti equivalenti, la nota Ue sottolinea che « Il carico attribuito a questo agglomerato è diminuito drasticamente, senza che alcuna giustificazione sia stata fornita. Pertanto, e finché tale riduzione non sarà giustificata, l’agglomerato sarà considerato non conforme». Anche per Soci (da 7.621 a 4.274 a. e.)  Stagno (da 8.000 a 5.039 a.e.) «Il carico attribuito a questo agglomerato è diminuito, senza che alcuna giustificazione sia stata fornita. Pertanto, e finché tale riduzione non sarà giustificata, l’agglomerato sarà considerato non conforme agli articoli 3 e 4».

L’articolo 3 della Direttiva recita: 1. Gli Stati membri provvedono affinché tutti gli agglomerati siano provvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane, – entro il 31 dicembre 2000 per quelli con un numero di abitanti

equivalenti(a.e.) superiore a 15.000 e – entro il 31 dicembre 2005 per quelli con numero di a.e. compreso tra 2.000 e 15.000.  Per le acque reflue urbane che si immettono in acque recipienti considerate aree sensibili ai sensi della definizione di cui all’articolo 5, gli Stati membri garantiscono che gli agglomerati con oltre 10.000 a.e. siano provvisti di reti fognarie al più tardi entro il 31 dicembre 1998. Laddove la realizzazione di una rete fognaria non sia giustificata o perché non presenterebbe vantaggi dal punto di vista ambientale o perché comporterebbe costi eccessivi, occorrerà avvalersi di sistemi individuali o di altri sistemi adeguati che raggiungano lo stesso livello di protezione ambientale. 2. Le reti fognarie di cui al paragrafo 1 devono rispondere ai requisiti dell’allegato I A. Tali requisiti possono essere modificati secondo la procedura prevista all’articolo 18.

Nell’articolo 4 si legge: 1. Gli Stati membri provvedono affinché le acque reflue urbane che confluiscono in reti fognarie siano sottoposte, prima dello scarico, ad un trattamento secondario o ad un trattamento equivalente, secondo le seguenti modalità: – al più tardi entro il 31 dicembre 2000 per tutti gli scarichi provenienti da agglomerati con oltre 15.000 a.e.; – entro il 31 dicembre 2005 per tutti gli scarichi provenienti da agglomerati con un numero di a.e. compreso tra 10.000 e 15.000; – entro il 31 dicembre 2005 per gli scarichi in acque dolci ed estuari provenienti da agglomerati con un numero di a.e. compreso tra 2.000 e 10.000. 2. Gli scarichi di acque reflue urbane in acque situate in regioni d’alta montagna(al di sopra dei 1.500 m sul livello del mare), dove, a causa delle basse temperature, è difficile effettuare un trattamento biologico efficace, possono essere sottoposti ad un trattamento meno spinto di quello previsto al paragrafo 1, purché studi dettagliati comprovino che essi non avranno ripercussioni negative sull’ambiente. 3. Gli scarichi provenienti dagli impianti di trattamento delle acque reflue urbane descritti ai paragrafi 1 e 2 devono soddisfare ai requisiti previsti all’allegato I B. Tali requisiti possono essere modificati conformemente alla procedura prevista all’articolo 18. 4. Il carico espresso in a.e. va calcolato sulla base del carico medio settimanale massimo in ingresso all’impianto di trattamento nel corso dell’anno escludendo situazioni inconsuete, quali quelle dovute a piogge abbondanti».

A questo si deve aggiungere l’Allegato II alla Lettera di Messa in Mora – aree sensibili non conformi alle disposizioni dell’articolo 5, paragrafo 4, della Direttiva che indica due problemi per le aree sensibili della Toscana designate nel 2005: L’Arno, che risulta non conforme «Poiché nessuna informazione è stata trasmessa relativamente alla riduzione di azoto e fosforo applicate in questa area sensibile, il cui periodo  di transizione è terminato a gennaio 2012, non è stato dimostrato che la stessa è conforme ai requisiti della Direttiva» e il Bacino drenante dell’ Arno, potenzialmente conforme ma con «Riduzione sufficiente dell’azoto e del fosforo, in base alle ultime informazioni disponibili. Poiché nessuna informazione aggiornata è stata trasmessa relativamente alla riduzione di azoto e fosforo applicate in questa area sensibile, il cui periodo di transizione è terminato a gennaio 2012, si invitano le Autorità a confermare la conformità».