Come lo scioglimento dei ghiacciai può cambiare «l’intera catena alimentare»

Non è “solo” un problema relativo all’innalzamento dei mari

[21 gennaio 2015]

La Terra si sta riscaldando a causa dei cambiamenti climatici in corso, e i ghiacciai di tutto il mondo hanno da tempo iniziato a sciogliersi. I ghiacciai montani e le calotte glaciali contengono circa il 70% dell’acqua dolce della Terra e scienziati e politici fino ad ora si sono concentrati soprattutto su come tutta questa acqua in più contribuirà all’innalzamento del livello del mare. Ma in questo scenario di scioglimento accelerato c’è in agguato in questo scenario inevitabile: il carbonio.

Infatti, le calotte polari e ghiacciai montani, che  coprono circa il 11% della superficie terrestre, immagazzinano carbonio organico proveniente da  fonti locali e lontane (come fuliggine o altri sottoprodotti della combustione di combustibili fossili),  per poi rilasciarlo negli ambienti a valle dei ghiacciai.  Si occupa proprio di questo, e in particolare di cosa succede al carbonio organico che si trova nei ghiacciai che si sciolgono, lo studio “Storage and release of organic carbon from glaciers and ice sheets” – pubblicato da un team di ricercatori statunitensi e svizzeri su Nature Geoscience – sottolinea che «i cambiamenti climatici prodotti dal deflusso dei ghiacciai potrebbero essere più grandi degli impatti climatici sugli altri componenti del ciclo idrologico, e possono rappresentare un importante flusso di carbonio organico».

I ricercatori hanno messo insieme i dati fino a ora pubblicati sul carbonio organico disciolto dai ghiacciai in cinque continenti e dicono che «rivelano che i ghiacciai montani e quelli polari rappresentano uno stoccaggio di carbonio organico quantitativamente importante. La calotta antartica è il deposito della maggior parte dei circa 6 petagrammi (Pg) di carbonio organico immagazzinati nel ghiacciaio, ma il rilascio annuale di carbonio organico dai ghiacciai è dominato dai ghiacciai montani nel caso del carbonio organico disciolto e dalla calotta della Groenlandia nel caso del particolato di carbonio organico. Il cambiamento climatico contribuisce a questi flussi: circa il 13% del flusso annuale di ghiacciaio carbonio organico disciolto è il risultato della perdita di massa dei ghiacciai».

Gli scienziati si aspettano che queste perdite aumentino «portando a una perdita cumulativa di circa 15 teragrammi (Tg) del carbonio organico glaciale disciolto entro il 2050, a causa del cambiamento climatico, il che corrisponde a quasi la metà del flusso annuale di carbonio organico disciolto dal Rio delle Amazzoni. Quindi, i ghiacciai costituiscono un collegamento fondamentale tra i flussi di carbonio terrestri e acquatici, e saranno sempre più importanti in flussi terra-mare del carbonio organico nelle regioni con ghiacciai».

Uno dei ricercatori Robert Spencer  della Florida State University, spiega che «questo è il primo tentativo di capire quanto il carbonio organico ci sia nei  ghiacciai e quanto ne sarà rilasciato quando si scioglieranno. Potrebbe cambiare l’intera catena alimentare. Non sappiamo come i diversi sistemi ecologici reagiranno ad un nuovo afflusso di carbonio».

Spencer ed i suoi colleghi hanno i ghiacciai di tutto il mondo e dicono che il loro scioglimento nei prossimi 35 anni provocherà un aumento del 50% del carbonio organico nel  deflusso dei ghiacciai aumenterà del 50%.

Il principale autore dello studio, Eran Hood, dell’Environmental Science and Geography Program, dell’University of Alaska Southeast, sottolinea che «questa ricerca mette in chiaro che i ghiacciai rappresentano un notevole serbatoio di carbonio organico. Come risultato, la perdita globale di massa dei ghiacciai, insieme alla corrispondente fuoriuscita di carbonio, interesserà gli ecosistemi marini alle alte latitudini in particolare quelli che circondano le grandi calotte glaciali, che ora ricevono flussi di carbonio organico terra-oceano piuttosto limitati».

Spencer  e i suoi colleghi stanno continuando su questa linea di ricerca, e realizzeranno ulteriori studi «per cercare di determinare esattamente quale sarà l’impatto quando che il carbonio verrà rilasciato nei corpi idrici esistenti di acqua. Quello a cui  la gente deve pensare è ciò che questo significa per la Terra. Sappiamo che stiamo perdendo i ghiacciai, ma che cosa significa per la vita marina, la pesca, le cose a valle che ci stanno a cuore? C’è tutta una serie di problemi, oltre al problema dell’acqua».