Ecco come fare domanda

Dalla Regione 90 milioni di euro agli enti locali per la sicurezza del territorio

L’assessore Bugli precisa: «Non sono soldi ma capacità di spesa»

[25 febbraio 2014]

«Non si può morire per Maastricht e neppure per il Fiscal Compact, non si può morire affogati o franati». La lotta con contro i vincoli fiscali che limitano la capacità di spesa degli enti locali per tenerne al salvo i conti, anche a spese di cittadini e territorio, è una costante nelle dichiarazioni del governatore Enrico Rossi, e alle parole anche oggi sono seguiti i fatti. La proposta della giunta è quella di cedere poco meno di 90 milioni della propria capacità di spesa a comuni e province, perché agiscano contro il dissesto idrogeologico e a difesa delle proprie infrastrutture dislocate sul territorio.

Se i cordoni della borsa non si allargano – e la Regione ha giustamente ricordato che su questo fronte da sola può ben poco, senza l’aiuto statale – si procede con i travasi di liquidità. La Regione l’anno scorso poteva spendere 1 miliardo e 495 milioni, mentre Quest’anno la quota sottoposta al patto (dei quasi 9 miliardi di bilancio regionale) sarà 1 miliardo e 440 milioni, e 90 saranno appunto ceduti a Comuni e Province. Il provvedimento sarà approvato auspicalmente entro un paio di settimane, dopo un giro di consultazioni al tavolo di concertazione e al Consiglio delle autonomie locali.

Aumentare la spesa per non bloccare cantieri e investimenti: questo è l’obiettivo di un patto stabilità che diventa verticale e si allarga all’intera regione. «Permettere agli enti locali di spendere un po’ di più dei soldi che hanno in cassa, perché quello che cederemo non sono soldi ma capacità di spesa appunto, privilegiando, ad esempio, la messa in sicurezza del territorio», spiega meglio l’assessore al Bilancio e al rapporto con gli enti locali, Vittorio Bugli. I benefici per il territorio sono evidenti: ampliare la capacità di spesa significa infatti aumentare la possibilità di investire. Gli enti locali molte volte hanno i soldi in cassa, ma non li possono spendere perché devono contribuire alla riduzione del debito del Paese. Nella cessione e attribuzione di maggiori spazi abbiamo privilegiato la spesa per opere di mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico, quelle di ripristino dopo le alluvioni e i progetti di interesse regionale». Progetti a volte già finanziati, ma rallentati dal patto di stabilità.

Ecco dunque, in concreto, cosa cambierà per comuni e province, stando a quanto comunica la Regione. Sono tre i beneficiari del provvedimento: i comuni tra 1.000 e 5.000 abitanti (33,6 milioni di maggiore spesa), quelli oltre 5.000 abitanti ( altri 33,6 milioni) e le province (22,4 milioni, pari al 25 per cento).

I comuni più piccoli, quelli fino a 5.000 abitanti, potranno con questo provvedimento di fatto spendere per quanto incassano. Oggi invece sono costretti dal patto di stabilità a spendere un pochino meno di quello che entra nelle loro casse.

I comuni oltre 5.000 abitanti, secondo gli indirizzi proposti dalla giunta, dovranno impiegare la maggiore capacità di spesa prioritariamente per opere di mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico già avviate o di cui è previsto l’avvio nel corso del 2014 e per interventi di ripristino a seguito di eventi alluvionali. La seconda priorità riguarda pagamenti in conto capitale per il sostegno agli investimenti di carattere strategico regionale con particolare riferimento alla difesa del suolo e all’edilizia scolastica. Su segnalazione di Anci Toscana, l’associazione dei comuni, verranno tenuti in considerazione anche altri interventi ritenuti urgenti e non rinviabili.

Anche le province dovrà impiegare i 22, 4 milioni di maggiore spesa per pagare opere di mitigazione del rischio idraulico e per interventi di ripristino a seguito di eventi alluvionali, oltre che per le opere previste dal programma regionale di investimenti sulla viabilità. Le province – tramite Upi Toscana, l’Unione delle province – potranno segnalare eventuali situazioni di particolare criticità.

I comuni che intendono fare richiesta di spazio finanziario dovranno inviare entro il primo marzo apposita domanda secondo una procedura elettronica, collegandosi alla pagina web www.regione.toscana.it/faretoscana/finanza-pubblica-locale/invio-dati-al-sifal-accesso-riservato-al-caf. Le province dovranno presentare le loro richieste esclusivamente tramite Upi Toscana.