Dalla Toscana un “Progetto Acqua” per la Palestina

Attualmente le risorse idriche palestinesi sono di fatto sotto il controllo israeliano, accentuando i problemi legati alla scarsità

[19 settembre 2016]

FILE - In this Wednesday, July 1, 2009 file photo, a Palestinian boy drinks water from a barrel near a house destroyed during Israel's latest offensive in Gaza, in Rafah, southern Gaza Strip. Amnesty International accused Israel on Tuesday of depriving Palestinians of water and drawing a widely disproportionate amount of drinking water from an aquifer it shares with the West Bank. (AP Photo/Adel Hana, File)

L’acqua è ovunque un elemento in dispensabile alla vita, ma in Palestina rappresenta anche un anello dell’interminabile catena che lega i destini di questo Stato e dei suoi abitanti. «È noto che il tema idrico sia un tema delicato e cruciale per il popolo palestinese ed il suo governo sia a livello nazionale che locale – spiega oggi Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana, che ha salutato presso il Pin di Prato la delegazione della Palestina in questi giorni in Toscana per il “Progetto Acqua” –  Il tema acqua è uno dei punti critici della negoziazione con lo stato di Israele per una pacificazione del conflitto su basi giuste e durature. Attualmente gli accordi si basano su una profonda ingiustizia ed asimmetria: con le risorse idriche palestinesi di fatto sotto il controllo israeliano, una ripartizione iniqua della risorsa e la conseguente difficoltà dei territori palestinesi di disporre dell’acqua necessaria alla vita civile ed economica.  Un punto che andrà risolto nelle trattative in corso che, noi tutti ci auguriamo, si concludano al più presto con un accordo di pace e coesistenza ragionevole basato sul principio ‘due popoli, due stati’, in pace fra loro». Attualmente, infatti, i gestori idrici palestinesi sono obbligati ad utilizzare le poche risorse idriche disponibili nel migliore dei modi, applicando ogni tecnologia e modalità di gestione efficiente della risorsa idrica disponibile.

A partire da questo dato di fatto nasce “Progetto Acqua”, realizzato dall’associazione con Anci Toscana e Ait e cofinanziato dalla Regione Toscana. I rappresentanti della delegazione palestinese dell’associazione nazionale dei fornitori idrici (Upwsp, Union of palestinian water service providers), guidati dal presidente Monther Shublaq, sono stati ricevuti, oltre che da De Girolamo, da Matteo Biffoni, presidente di Anci Toscana.

«I rapporti del mondo delle aziende idriche toscane con la Palestina sono ormai consolidati da molti anni – ricorda De Girolamo –  e questo non è che l’ultimo progetto che ci vede collaborare nel campo dell’acqua da oltre una decina di anni. Una collaborazione che, grazie anche al contributo della Regione Toscana e in altri progetti del governo italiano, ha consentito di ottenere ottimi risultati concreti per le popolazioni palestinesi e le locali amministrazioni e aziende di servizio»

Stavolta “Progetto Acqua” prevede, oltre all’analisi dello stato di fatto del settore idrico in Palestina e la visita di studio in Toscana, un’attività di formazione al personale delle aziende palestinesi, sia tecnico sia gestionale, che sarà realizzato da tecnici delle aziende idriche toscane socie di Cispel: portare la Palestina a disporre di un sistema idrico efficiente, senza sprechi e basato sul massimo riuso e riutilizzo dell’acqua, serve adesso per gestire una situazione critica, ma servirà anche domani, quando la Palestina disporrà liberamente delle sue risorse idriche, che rimarranno scarse e quindi andranno gestite sempre in una logica efficiente.