Depuratori di acque reflue, ecco com’è cambiata la situazione in Toscana

Il Rapporto Arpat registra lievi miglioramenti: nel 2014 ci sono state 82 irregolarità in 47 impianti

[9 luglio 2015]

Depouratori 1

L’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) ha pubblicato il rapporto “Depuratori di acque reflue urbane Risultato dei controlli agli scarichi Anno 2014” che dà conto dell’attività svolta e delle irregolarità riscontrate, con un focus su ciascuna delle 10 province toscane.

Arpat spiega che «Il controllo della conformità degli scarichi da depuratori di acque reflue urbane con potenzialità maggiore di 2.000 abitanti equivalenti (AE), è eseguito ai sensi del D.Lgs 152/06 parte III e del Regolamento Regionale DGRT 46/2008 e s.m.i. Nel corso del 2014 sono stati controllati 200 depuratori, effettuando 668 controlli allo scarico per oltre 5000 determinazioni». Rientrano nel protocollo di controllo 177 impianti su 200, relativi a tutte le province della regione con l’esclusione di Massa Carrara.

Dalla cartografia allegata al rapporto sembrano esclusi dai controlli alcuni piccoli centri turistici  che pur non raggiungendo i 2.000 AE li superano però stabilmente durante tutto il periodo estivo, ma questo non certo per responsabilità di Arpat.

Tornando al rapporto, Arpat dice che «Le irregolarità registrate nel corso del 2014 sono state 82, sia di carattere amministrativo che penale, e hanno riguardato 47 impianti. La maggior parte delle irregolarità sono state riscontrate in impianti delle province di Lucca e di Massa Carrara, a seguire le province di Siena e di Pisa».

Le comunicazioni di reato, relative a 7 impianti, rappresentano il 3,5 % sul totale degli impianti controllati.

le irregolarità segnalate diminuiscono leggermente (10%) rispetto al periodo 2012-2013 mentre rimane inalterata la percentuale di impianti con irregolarità segnalate (circa 23%).

Nel 2014 sono stati effettuati circa un centinaio di controlli presso attività produttive/industriali  che scaricano in corpi idrici superficiali ed altrettanti presso ditte che scaricano nelle fognature pubbliche Arpat dice che sono «Abbastanza elevate le irregolarità riscontrate, 31 nel primo caso e 38 nel secondo».

I controlli sull’utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione ed effluenti di allevamento hanno interessato più di 40 aziende agricole con 10 irregolarità riscontrate.