Federutility fa il punto sulla qualità delle acque nel Belpaese

Depurazione, senza colmare il gap per l’Italia multe da 700mila euro al giorno

[6 novembre 2013]

Migliorare la qualità delle acque restituite all’ambiente è doveroso considerato che il 30% dei cittadini italiani scarica ancora i propri reflui fognari senza alcun trattamento e che sul nostro Paese incombe una condanna ricevuta dalla Corte di Giustizia Europea.

Per scongiurare le multe milionarie che arriveranno dalla Commissione Ue tra poco più di un anno, è necessario quel cambio di marcia che per ora non c’è stato. «Le nostre aziende, in tutto il Paese, hanno già progetti cantierabili e sarebbero in grado di collaborare con le istituzioni per attivare i fondi UE, senza il timore di incorrere nell’accusa di aiuti di Stato, ma semplicemente valorizzando la capacità progettuale- ha dichiarato il direttore generale di Federutility Massimiliano Bianco- Insieme, il Ministero dell’Ambiente e il Ministero per le Infrastrutture potrebbero mettere la parola fine al rischio di multe da 700 mila euro al giorno che sta per colpire moltissimi Comuni italiani». Federutility ha richiamato l’attenzione di decisori politici e opinione pubblica sul tema della qualità ambientale e della salvaguardia di fiumi, laghi e mari. I reflui delle nostre città, infatti, non vengono adeguatamente trattati, così come invece previsto dalla normativa europea e nazionale.

L’Italia l’anno scorso è stata condannata dai Giudici europei, che hanno elencato i comuni fuori legge (oltre 100); tra questi, note mete turistiche come Rapallo e Santa Margherita Ligure (GE), Capri e Ischia (NA), Porto Cesareo (LE), Messina e Giardini Naxos. «È evidente a tutti l’impatto che tale arretratezza nei servizi idrici produce sul tessuto dei territori. Al danno ambientale – ha continuato Bianco – si aggiunge quello economico, con multe che potranno arrivare fino a 714.240 euro per ogni giorno di ritardo; una somma forfettaria, pari ad un minimo di 9 milioni; la sospensione dei fondi Ue fino all’adeguamento alla Direttiva (pari a circa 30 mld fino al 2015)».

Per raggiungere gli obiettivi di qualità previsti dall’Europa per le acque, è necessaria anche una diversa gestione di ecosistemi e territorio, ma intanto va eliminata la criticità riguardante il sistema depurativo facendo ripartire gli investimenti che porterebbero anche posti di lavoro. Nel solo comparto fognario – depurativo (estensione rete fognaria e potenziamento e/o costruzione di impianti di depurazione) sono previsti investimenti per oltre 30 mld.

Federutility, che ha calcolato in un 10% la copertura del finanziamento statale ai servizi idrici, auspica un maggior impiego dei fondi Ue negli investimenti infrastrutturali per ammodernare il sistema idrico nazionale: «non solo interventi di rifacimento delle reti idriche per recuperare le note “perdite di rete”, ma investimenti in fognatura e depurazione per salvaguardare il patrimonio ambientale e rilanciare così anche l’economia dei territori a più forte vocazione turistica. Gli investimenti nel comparto potrebbero avere un effetto occupazionale stimabile tra 150-200 mila addetti», ha concluso Federutulity.