Direttiva alluvioni in Toscana: predisposte le mappe della pericolosità e di rischio

[20 giugno 2013]

Anche se adesso in Toscana il caldo impera, l’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) ci ha ricordato recentemente che gli eventi estremi che conducono anche ad alluvioni possono aumentare in Europa, a causa anche dei cambiamenti climatici. E’ necessario quindi quanto prima elaborare una strategia di adattamento quantomeno per ridurre il rischio idrogeologico e limitare i danni. Del resto i Paesi membri anche per ottemperare alla normativa vigente devono Pianificare in materia.

A tal proposito in Toscana si è chiusa la prima fase del percorso di elaborazione del piano di gestione del rischio alluvioni. La Regione, insieme all’Autorità di Bacino del fiume Arno, ha completato la predisposizione delle mappe della pericolosità e di rischio. «Terminata la prima fase di valutazione preliminare del rischio, adesso questo è un passaggio importante che si inserisce in una operazione complessa dettata dalla specifica Direttiva comunitaria in materia (2007/60 Direttiva Alluvioni ndr)  poi dal Decreto legislativo 49 – ha dichiarato l’assessore regionale all’ambiente e all’energia Anna Rita Bramerini – I criteri fondamentali da cui si è partiti per la elaborazione delle mappe sono stati essenzialmente tre: la valorizzazione del lavoro svolto per la definizione della pericolosità nei Pai (Piani di assetto Idrogeologico); l’adeguamento delle mappe della pericolosità e la definizione di eventuali nuove aree su cui definire la pericolosità e il rischio. Adesso inizia, come previsto, la fase di consultazione pubblica in cui la partecipazione è uno dei punti chiave dell’operazione, in cui verranno condivisi i risultati ottenuti finora».

Ricordiamo che la direttiva “alluvioni” (2007/60) e il decreto di recepimento (D.Lgs. 49/2010) indicano, che la redazione del piano di gestione avviene in tre fasi successive: la fase di valutazione preliminare del rischio e di definizione delle aree significative potenzialmente interessate da rischio alluvionale, da completarsi entro il dicembre 2010; la fase di redazione delle mappe di pericolosità e rischio, da completarsi entro il dicembre 2013 (anticipato al giugno 2013 per il D.Lgs. 49/2010); la fase di redazione del Piano di Gestione che deve essere ultimato entro il dicembre 2015 (entro il giugno 2015 per il D.Lgs. 49/2010).

Quindi una fase di consultazione con Amministrazioni, Autorità e Enti pubblici, Agenzie ambientali, Università, Enti di ricerca, Ordini professionali, associazioni imprenditoriali e ambientaliste, c’è già stata, ma non c’è dubbio che la fase che si apre ora e che porterà alla predisposizione dei Piani di gestione del rischio alluvioni nel giugno 2015 è la più importante e delicata.

E’ in questa fase che si dovranno definire le misure (strutturali e non) per gestire il rischio e si dovrà prendere atto, specialmente i soggetti deputati alla pianificazione urbanistica (i comuni in particolare) che si dovrà agire anche sull’esistente e non solo sulle previsioni di edificazioni future come è avvenuto con i Pai. E’ un cambio di paradigma che anche se non nell’immediato, dovrebbe portare ad un miglioramento nella gestione territoriale.

La regione informa che i cittadini potranno fornire il loro contributo anche tramite la compilazione di un questionario on line.