Riceviamo e pubblichiamo

Domani elezioni consorzi di bonifica in Toscana. Wwf: «Si cominci diversa gestione»

[29 novembre 2013]

Domani in Toscana cittadini, imprese e istituzioni sono chiamati a scegliere i consiglieri di amministrazione dei sei consorzi di bonifica con cui la legge regionale n. 79/2012 ha suddiviso la nostra regione. Ai consorzi è affidata la gestione e manutenzione dei corsi d’acqua e delle relative opere volte ad assicurare la sicurezza idraulica del territorio: un tema delicatissimo che il trend climatico e i recenti eventi calamitosi rendono di importanza ancor più rilevante.

Le competenze dei consorzi interessano migliaia di chilometri di corsi d’acqua naturali e artificiali che in Toscana attraversano un territorio  fortemente diversificato: dalle aree naturali protette alle aree industriali, passando per aggregati urbani o per zone agricole, dalle montagne al mare. Un contesto ambientale complesso e vulnerabile, la cui gestione è resa ancor più difficile dalle aspettative dei contribuenti, cittadini o istituzioni, che spesso né rispondono ad effettive necessità idrauliche, né sono compatibili con la sostenibilità ambientale.

Per questo è importante che chiunque sia chiamato a governare i nuovi consorzi si impegni affinché si realizzi sul territorio una gestione integrata e pianificata degli interventi, che consideri in modo equilibrato le esigenze antropiche tra cui la sicurezza idraulica, in compatibilità con la tutela ambientale e paesaggistica.

E’ tempo di voltare pagina rispetto ai peggiori esempi del passato, che spesso hanno determinato scempi nei confronti degli ecosistemi fluviali, a causa di tagli indiscriminati della vegetazione e di ingiustificate rimozioni di sedimento in alveo. Occorre invece adottare approcci multicriteriali e  ricorrere alle migliori tecniche di gestione idraulica sostenibile, ampiamente adottate con successo in gran parte d’Europa, basate, in particolare, su quattro priorità:

1)l’arresto al consumo di suolo 2) la riqualificazione urbanistica 3) il riassetto agro-forestale dei versanti 4) la restituzione ai fiumi delle loro pertinenze geomorfologiche ed ecologiche. 

E’ tempo di riscoprire la bellezza e la naturalità dei nostri fiumi, spesso dimenticati o trattati come  collettori fognari o discariche, restituendo al corso d’acqua la centralità della sua funzione paesaggistica ed ecologica. Cercare la sicurezza idraulica considerando il fiume come una mera condotta di deflusso, non solo determina gravi danni ambientali, ma incrementa ulteriormente lo stesso rischio idraulico, con una velocizzazione della corrente che sposta ed incrementa il rischio a valle. Sicurezza idraulica, fruizione, conservazione delle aree di maggior pregio e rinaturalizzazione di quelle recuperabili sono azioni che sono quasi sempre integrabili. Bisogna agire affinché tutti – cittadini, istituzioni, aziende, gestori – capiscano che salvaguardare e migliorare gli ecosistemi fluviali va a favore della difesa dal rischio idrogeologico nonché della qualità e disponibilità della risorsa idrica.

Fin’ora i consorzi di bonifica in Toscana hanno iniziato a manifestare aperture in questa direzione e il programma di alcune liste testimonia questo intento: un esempio è la collaborazione col WWF per la gestione degli ambienti umidi della Piana Fiorentina. Ai prossimi nuovi consiglieri chiediamo che l’adozione di criteri di sostenibilità ambientale e di un approccio integrato e partecipato divenga una pratica ordinaria e assuma il fondamento della loro organizzazione e programmazione. A tal fine la nostra associazione si impegnerà da un lato a sorvegliare le attività dei consorzi e dall’altro a proporre collaborazione e sinergie per attuare i suddetti principi, per riportare finalmente i fiumi al centro dell’ambiente e del paesaggio, nell’interesse della collettività.

di Wwf Toscana