Domenica è Big Jump 2013: un tuffo europeo per fiumi e laghi puliti

A meno di 2 anni dalla scadenza Ue solo il 46% dei fiumi e il 37% dei laghi in buono stato ecologico

[12 luglio 2013]

Il 14 luglio alle 15,00 decine di migliaia di europei si tufferanno simultaneamente in 100 località  nei fiumi e nei laghi di tutta Europa per il Big Jump 2013, la campagna dell’European rivers network (Ern), per rivendicare la balneabilità di tutti i corsi d’acqua.

In Italia dove l’iniziativa giunta alla settima edizione è coordinata da Legambiente, sono in programma 10 Big Jump organizzati dai circoli territoriali del Cigno Verde.

A Torino il tuffo nel Po sarà preceduto dalla presentazione del rapporto “Acqua per i nostri fiumi”. L’altro Big Jump in Piemonte si terrà in Valchiusella, nell’omonimo torrente.

Quattro i tuffi previsti in Lombardia: a Turbigo (Mi) ci si troverà sulle rive del Ticino dove, oltre al tuffo, ci si potrà cimentare in prove gratuite di kayak e canoe canadesi.   Milano l’appuntamento è sulla riva sinistra del Lambro nell’omonimo parco dove, fin dal mattino, sono in programma laboratori per bambini, proiezioni e visite guidate storico naturalistiche.

In provincia di Varese Big Jump a Malnate (località Molini di Gurone) e in provincia di Lecco a Paderno d’Adda (presso il traghetto di Leonardo ad Imbersago).

Nel Lazio ci si tufferà a Roma nell’Aniene e in provincia di Rieti a Varco Sabino nel Lago del Salto (località Spiaggia di Poggio Vittiano) dove, proprio domenica, farà tappa la Goletta dei Laghi, la campagna itinerante di Legambiente per il monitoraggio scientifico e naturalistico delle acque lacustri.

Due tuffi sono in programma anche in Sicilia: a Ragusa e nel fiume Alcantara a Catania dove si ripuliranno anche i rifiuti portati dalle piene del fiume.

Big Jump  lancia anche quest’anno un messaggio forte alle istituzioni locali e internazionali «affinché adottino tutte le politiche necessarie al ripristino, entro il 2015, del buono stato ecologico dei diversi ambienti acquatici».

Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, spiega: «Il tuffo  vuole accendere i riflettori sulla salute dei fiumi e dei laghi che nel nostro Paese subiscono ancora le gravi conseguenze della presenza di scarichi inquinanti, depuratori spesso mal funzionanti e di una artificializzazione sempre più intensa. Interventi che oltre ad aggravare il rischio idrogeologico del territorio italiano hanno anche gravi ripercussioni in termini di qualità dei fiumi e delle acque. Perché l’acqua continui invece a svolgere la sua funzione “naturale” la tutela della qualità dei corsi d’acqua e dei laghi in Italia deve diventare una priorità per le istituzioni locali e nazionali».

Secondo i dati pubblicati dall’Ispra, a meno di due anni dalla scadenza europea per il raggiungimento della classe di qualità buona l’Italia è ancora ben lontana da quell’obiettivo che è stato raggiunto (dati al 2010) è solo dal 46% dei fiumi, dal 37% dei laghi.

Per Legambiente, «occorre dunque puntare rapidamente sull’integrazione di misure volte a ridurre i prelievi e i carichi inquinanti; non solo misure classiche (come le fognature e i depuratori), ma anche “innovative” ed efficaci nei confronti del carico di origine diffusa (quali ad esempio la riqualificazione del reticolo di bonifica per “trattenere” gli inquinanti, la fitodepurazione, etc.).

Una misura su cui i piani e le politiche sulle risorse idriche delle Regioni devono puntare molto per il miglioramento della qualità delle acque superficiali è l’aumento delle portate in alveo attraverso la riduzione dei prelievi e quindi dei consumi idrici. Questo è quanto prevede anche la Direttiva Quadro (2000/60CE) che ha il compito di definire obiettivi di qualità per i diversi corpi idrici e prevedere misure atte a raggiungerli entro il 2015, recepita nel nostro Paese con il Dlgs 152/2006. In particolare, entro la data fissata, i corpi idrici superficiali e sotterranei devono raggiunger il livello di qualità buono o mantenere quello elevato, nel caso sia già stato raggiunto».

Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente, conclude: «I fiumi e i piccoli corsi d’acqua in Italia, come testimoniano anche i controlli fatti da Legambiente con Goletta Verde e Goletta dei laghi, vivono ancora sotto la minaccia di incuria e inquinamento. Pur essendo ormai a ridosso della scadenza europea per il raggiungimento del buono stato dei corsi d’acqua, tale obiettivo deve essere raggiunto ancora da più di metà delle stazioni di monitoraggio presenti in Italia. I nostri corsi d’acqua possono e devono ritornare ad essere “quelli di una volta”, pieni di vita acquatica e con la possibilità di fare il bagno in sicurezza. Oggi ne abbiamo la possibilità tecnica e legislativa, visto che l’Europa ci chiede di attuare entro il 2015 un piano per riportare le acque dei nostri fiumi a un buono stato, con moderati sintomi di inquinamento o di alterazione. Come Legambiente lavoreremo per spronare le istituzioni al raggiungimento di questo obiettivo».

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