Ebro, la battaglia di Spagna e Catalogna per l’acqua del Delta (VIDEO)

Ambientalisti e nazionalisti catalani: in pericolo una delle zone umide più importanti d'Europa

[8 febbraio 2016]

Ebro 1

Ieri una gigantesca manifestazione ha percorso le strade di Amposta, in Catalogna, per contestare un progetto di sfruttamento delle acque dell’Ebro, per irrigare regioni più Aride della Spagna, che secondo gli ambientalisti e i nazionalisti catalani potrebbe distruggere i fragili equilibri del Delta del terzo più grande fiume (930 Km)  che sfocia nel Mediterraneo.

La sorgente dell’Ebro è nelle Asturie, ma lungo il suo corso attraversa 9 comunità autonome prima raggiungere nel delta catalano che si estende su 32.000 ettari, un Parco nazionale ritenuto uno degli hot spot internazionali dell’avifauna e della biodiversità e che fornisce l’acqua che serve a produrre enormi quantità di prodotti alimentari, compresi  riso, frutta e verdura.

Ma gli ambientalisti e la Plataforma en defensa de l’Ebre (PDE) che ha convocato la manifestazione dicono che il servizio ecosistemico più importante fornito dal delta è appresentato dal flusso di acqua e sedimenti fluviali che  proteggono l’integrità delle zone umide e il territorio dall’avanzata del cune salino.

Lo sviluppo dell’irrigazione agricola e le dighe lungo l’Ebro hanno già ridotto questi sedimenti del 90%.

Secondo Carles Ibanez,, dell’Institut d’investigació de la Generalitat de Catalunya (Irta) «Il problema più importante è la mancanza di grandi inondazioni. In passato questo era il modo di portare i sedimenti in particolare la sabbia alla foce del delta, ma questo non sta accadendo più, non solo a causa della gestione, a causa delle dighe. Siamo alla ricerca di una portata ambientale del fiume che dovrebbe includere queste inondazioni in un modo controllato».

Da decenni il governo spagnolo sta cercando di approvare un piano di gestione dell’Ebro e di dare una veste giuridica certa ai diritti di utilizzo delle acque e a gennaio ha alla fine approvato il Plan Hidrológico del Ebro  che ha subito suscitato aspre critiche da parte degli ambientalisti che dicono che il governo centrale spagnolo continua a favorire gli interessi degli agricoltori e delle industria a scapito dell’ambiente. Gli ambientalisti e i nazionalisti catalani fanno notare che le normative europee richiedono il mantenimento della portata minima vitale per salvaguardare il fiume e il delta, solo dopo si può iniziare a parlare di come utilizzare l’acqua “in eccesso”, ma secondo la PDE «La Spagna ha sempre fatto l’opposto. Scrivono che la quantità di acqua di cui hanno bisogno per la centrale nucleare a monte e per l’irrigazione e tutto ciò che resta sarebbe la portata ambientale che il fiume avrebbe».

Il ministero dell’agricoltura spagnolo respinge le accuse al Piano e dice che «I fiumi spagnoli avranno condizioni di conservazione migliori, contribuendo alla protezione degli ecosistemi e migliorando la qualità della vita dei cittadini».

Una risposta che non convince per nulla le decine di migliaia di persone che hanno sfilato ad Amposta, che sono preoccupate non solo per l’acqua assorbita da dighe e irrigazione ma perché il governo intende deviare l’acqua dell’Ebro verso le zone più aride della Spagna. Il Plan Hidrológico de la cuenca del Ebro era stato presentato 1998 dal governo conservatore di d’Aznar e di Convergència i Unió, il partito moderato catalano ora alleato della sinistra indipendentista, ma non è mai stato approvato a causa dell’opposizione dell’opinione pubblica e dell’Ue,. Ora l’agonizzante  governo Rajoy, battuto nelle urne, vuole imporne una versione peggiorativa alla Catalogna ribelle.

Ma l’Ebro è già diventata la nuova lineea rossa del conflitto tra Spagna e Catalogna e l’ultima cosa che i nazionalisti catalani sono disposti ad accettare  è che acque del “loro” fiume vengano deviate per favorire le regioni spagnole e distruggere una magnifica area umida la cui gestione e salvaguardia fanno parte dell’orgoglio nazionale, come ho potuto u io stesso verificare quando l’ho vistata.

Plataforma en defensa de l’Ebre spiega che  il governo ha abbassato la portata minima del fiume nella parte finale a 3.000 ettometri cubici, mentre le comunità di irrigatori e la PDE si erano accordate su un volume minimo di tra i 5.871 hm3, negli anni di siccità, e i 9907 hm3.

Secondo Susanna Abella, una dei portavoce del PDE, «Meno di 5.500 hm3 flusso ecologico annuale rappresentano una condanna. Se arriva meno acqua, anche meno sedimenti raggiungono il delta e questo  promuovere la sua scomparsa». Inoltre un delta sempre più d salinizzato non reggerebbe alle mareggiate e il cuneo salino presto raggiungerebbe i pozzi nell’entroterra. Gli ambientalisti sono convinti che aumenterebbero i  periodi di anossia, con pesanti effetti non solo sull’ecosistema naturale ma anche sull’ economia e i lavoratori che dipendono dal delta e la sua acqua per vivere.

Invece il  documento del ministero dell’agricoltura spagnolo prevede di irrigare 465.000 ettari in più e di realizzare altre 52 invasi, mentre il PDE chiede che per questo vengano utilizzati anche altri bacini fluviali.
insieme alla mobilitazione di massa in Catalogna il PDE ha sferrato un attacco anche a Bruxelles, dove l’Unione europea è sempre stata critica con la Spagna per la gestione delle acque e che i  piani idrologici per il miglioramento ecologico dei fiumi. In particolare, per quanto riguarda l’Ebro, l’Ue ha avvertito che ulteriori dighe comprometterebbero li obiettivi ambientali della direttiva quadro sulle acque in Europa.

Così le strade di Amposta si sono nuovamente riempite di  camice blu col balto (o blau Ducados, come dicono i veterani) . in difesa del Delta dell’Ebro e della sua acqua. Una manifestazione imponente che ha avuto il sostegno del nuovo governo indiopendentista catalano di Carles Puigdemont e dell’ l’Assemblea Nacional Catalana e della Confederació de Federacions d’Associacions de Veïns de Catalunya.

«Vogliamo evitare un nuovo trasferimento, anche dai bacini interni catalani – dicevano durante la manifestazione gli attivisti del PDE  –  Chiediamo un nuovo modello di gestione delle acque e una pianificazione più sostenibile, con un maggior coinvolgimento della regione».

Oggi, su richiesta del PDE,  nel  Delta dell’Ebro una delegazione di  deputati europei incontrerà associazioni, imprenditori e amministratori pubblici della zona. Insomma, gli indipendentisti e gli ambientalisti catalani chiedono alla Spagna di rispettare le direttive europee, ma l’europeista governo spagnolo, prova da anni a violarle.

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  • Spain: Thousands of Catalans protest central govt plan for Ebro River