Economia circolare: Italia e Olanda alleate nella sfida dell’acqua

Il 40% del mercato mondiale della gestione delle acque è in mano olandese

[21 giugno 2017]

In occasione della visita di Stato in Italia del Re Willem-Alexander e la Regina Máxima dei Paesi Bassi e della missione economica guidata dal ministro del commercio olandese, i principali protagonisti italiani e olandesi del settore della gestione delle risorse idriche si sono incontrati al Netherlands-Italian Seminar & Matchmaking Water  per «individuare ambiti concreti per una collaborazione italo-olandese e partnership tra aziende e amministrazioni italiane e olandesi».

Il meeting italo-olandese, organizzato dalla rete diplomatica olandese in Italia in collaborazione con la Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Confindustria, Ance, Oice e Utilitalia, ha sottolineato che «L’impatto dei cambiamenti climatici sulle risorse idriche richiede una nuova visione strategica di adattamento e nuovi paradigmi di gestione che attuino, anche nel campo dell’acqua, i principi dell’economia circolare. Italia e Olanda». Il 40% del mercato mondiale della gestione delle acque è in mano olandese ma l’Italia può offrire eccellenze di livello internazionale e il seminario ha affrontato le principali sfide Europee legate alla gestione delle acque e illustrato le migliori pratiche italiane e olandesi per risolvere i problemi del settore in un’ottica di circular economy.

Il Seminario è servito ad individuare tutti gli ambiti concreti per una collaborazione italo-olandese e partnership tra le rispettive autorità, esperti del settore, aziende italiane e olandesi. L’Italia è oggi complessivamente il quinto mercato per l’export dai Paesi Bassi e ospita investimenti olandesi pari a 25 miliardi di euro a fronte di 5 miliardi di capitali italiani in Olanda.

In un comunicato della delegazione olandese si legge che «L’ Olanda, da sempre leader nel settore della gestione e della difesa dalle acque, con un territorio che per il 60% è sotto il livello del mare, può contare sul più grande sistema di dighe del mondo (16.500 chilometri e 300 strutture) con la diga di Oosterscheldedam che, con i suoi 9 chilometri, rappresenta la più lunga barriera contro maree, tempeste e inondazioni. Questa grande expertise sulla acque ha fatto sì che il 40% del mercato della gestione delle acque  a livello mondiale sia in mano olandese.  L’Italia che, storicamente ha dovuto affrontare problemi legati alla scarsità delle risorse idriche e alle ricorrenti siccità e ora sta fronteggiando anche l’altro estremo dei fenomeni invernali di fortissima entità e breve durata (come le “bombe d’acqua) che mettono in difficolta la rete idrica, da parte sua possiede una cultura diffusa e una serie di strumenti che le possono consentire di far fronte alla sfida imposta dall’adattamento ai cambiamenti climatici. Secondo i dati ISTAT la copertura delle reti in Italia è elevata (97,7% dei residenti per l’acqua potabile, 93,4% per la rete fognaria e 88,9% per la depurazione) ma le dispersioni di rete nell’ erogazione dell’acqua potabile superano il 20% in 4 città su 5».

Il direttore della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Raimondo Orsini, ha evidenziato che «Il tema dell’acqua se da un lato rappresenta un fattore di grave stress per il nostro paese, dall’altro è  un enorme opportunità di sviluppo per la green economy: dai sistemi di risparmio e recupero idrico, alle tecniche innovative di depurazione e valorizzazione dei fanghi di depurazione, alla progettazione sostenibile degli edifici, ai benefici economici e turistici dei corsi d’acqua e delle città, alla protezione delle centrali idroelettriche, che in Italia producono una buona parte dell’elettricità da fonti rinnovabili, alla prevenzione del dissesto idrogeologico. In questo quadro la collaborazione fra Italia e Paesi Bassi potrà essere molto fruttuosa anche in ottica dell’avvio congiunto di progetti internazionali».

Il Seminario, cui hanno partecipato anche il ministero dell’ambiente, Ispra e Italia Sicura, è stato chiuso dal ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti che nel suo intervento ha sottolineato  come l’ acqua sia «l’ elemento chiave della partita dei cambiamenti climatici» e ha aggiunto che «L’Italia in questi ultimi anni ha lavorato per razionalizzare la governance della risorsa idrica, vviando le nuove Autorità di bacino distrettuali con l’obiettivo di semplificare processi e competenze (si è passati da 37 a 7 autorità di bacino) ed innalzare i livelli di efficienza e di tutela».