«La nostra rete di acquedotti ha in media 35 anni di vita e perde il 37% dell’acqua»

Energia e acqua, l’Autorità (Aeeg) in Parlamento non convince sullo stato dei servizi

Legambiente: « Ci saremmo aspettati da Bortoni chiarezza sui 5 miliardi di Euro tra sussidi alle fonti fossili, oneri impropri e esenzioni che oggi troviamo in bolletta»

[26 giugno 2013]

Il presidente dell’Autorità per l’Energia elettrica e il gas (Aeeg), Guido Bortoni (nella foto) ha presentato in Parlamento la relazione annuale sullo stato dei servizi, che non ha soddisfatto per niente ambientalisti e non solo.

Numerose lacune sono state individuate già da Legambiente, in particolare su rinnovabili ed efficienza energetica. «Ci saremmo aspettati da Bortoni chiarezza sui 5 miliardi di Euro tra sussidi alle fonti fossili,  oneri impropri e esenzioni che oggi troviamo in bolletta. Per aiutare realmente le famiglie e le imprese a risparmiare occorre cambiare il modo di guardare e affrontare i temi energetici riducendo prima di tutto la dipendenza dalle fonti fossili e le importazioni, spingendo invece le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica nell’interesse del Paese e dell’ambiente», ha sottolineato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza- Le fonti rinnovabili sono un patrimonio del Paese cresciuto in modo straordinario in questo anno.  In Italia oggi serve fare pulizia all’interno delle bollette elettriche cancellando tutte quelle voci che fanno riferimento alle fonti fossili o oneri impropri.

Per le rinnovabili se è vero, come ha sottolineato Bortoni, che in questi anni è aumentato il peso in bolletta va anche ricordato come il rapporto costi e benefici sia positivo, come dimostrato in tutte le analisi economiche. Al ministro Zanonato- ha aggiunto Cogliati Dezza- chiediamo di non fermare gli incentivi per il solare fotovoltaico per le famiglie e la sostituzione dei tetti in amianto, e all’Autorità per l’energia di non fermare lo sviluppo di impianti da fonti rinnovabili senza incentivi oggi possibile premiando l’autoconsumo e la vendita diretta dell’energia».

Bortoni, come da nuova competenza dell’Aegg, ha parlato anche di acqua, osservando la necessità di un rilancio degli investimenti che, nell’attuale contesto di crisi economica, potrebbero essere effettuati con strumenti come «i fondi rotativi, o gli hydrobond e i project bond, che possono anche avere un forte connotato etico».

La necessità di investire nel settore è stata riconosciuta anche dal Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Erasmo D’Angelis. «Il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, Guido Bortoni, nella sua relazione annuale sullo stato dei servizi ha chiarito che l’Italia deve recuperare prima possibile i gap infrastrutturali e ambientali in materia idrica per allinearsi agli standard europei ed evitare pesantissime sanzioni in arrivo per un terzo del Paese sotto infrazione per mancata depurazione di scarichi civili e per il 40% dei corpi idrici fortemente inquinati. Ancora oggi, infatti, a 2 italiani su 10 mancano le fognature e 3 su 10 non sono allacciati a un depuratore. Un’eredità di opere non realizzate che va risolta perché ci fa sembrare un Paese in via di sviluppo. Il Ministero non perde tempo e per domani sono convocate a Roma tutte le Regioni anche sul tema della depurazione».

Il sottosegretario entra poi nel dettaglio delle criticità: «La nostra rete di acquedotti ha in media 35 anni di vita e perde il 37% di risorsa (500 milioni l’anno di euro di costi energetici sprecati per produrla e spingerla in rete). Sono complessivamente da rottamare o ristrutturare almeno 170.000 km di tubazioni. Servirebbe posare 51.000 km di nuove reti. Le risorse che occorrono per recuperare i deficit sono enormi: 64 miliardi di euro nei prossimi 20 anni, stima Federutility. Ma un piano di investimenti di pubblica utilità e a lungo termine può partire e creare anche buona occupazione per rendere davvero universale un servizio che ancora non lo è».

Ecco perché per d’Angelis è necessario dare certezze alle aziende e ai cittadini (che chiedono anche il pieno rispetto degli esiti referendari) stabilizzando le tariffe, favorendo l’accesso al credito e  individuando, come propone Bortoni, «strumenti finanziari da affiancare alle tariffe  come fondi rotativi, hydrobond e project bond per rendere disponibili capitali da investire nel settore, utilissimi anche per rilanciare la nostra economia in crisi», ha concluso il sottosegretario.