Essenziale agire subito per far fronte alla mancanza di acqua in Africa del Nord e Medio Oriente

Fao: un utilizzo sostenibile dell’acqua in agricoltura richiede la trasformazione dei regimi alimentari

[10 marzo 2017]

Probabilmente le questioni climatiche e idriche non  interessano niente a che vuole respingere i migranti sull’altra sponda del Mediterraneo, ma proprio i cambiamenti climatici, la siccità e la scarsità di acqua potrebbero innescare le prossime ondate migratorie.

A tracciare il preoccupante quadro della situazione al Cairo è stato il direttore generale della Fao José Graziano da Silva che, durante una riunione con il presidente egiziano  Abdel Fattah el-Sisi,  ha sottolineato che «L’accesso all’acqua fa parte dei bisogni essenziali per garantire la sicurezza alimentare, la salute umana e l’agricoltura, ma le carenze idriche che si profilano all’orizzonte in Africa del Nord e Medio Oriente rappresentano un’enorme sfida che richiede un intervento massiccio e urgente. In questi ultimi 40 anni, le risorse di acqua dolce della regione sono calate di due terzi e adesso sono 10 volte inferiori alla media mondiale di acqua disponibile per persona, il che sottolinea la necessità di una  profonda revisione dei sistemi alimentari».

Un recente studio Fao ha dimostrato che temperature più elevate potrebbero contribuire ad accorciare di 18 giorni la stagione produttiva, con l’effetto di ridurre i rendimenti agricoli dal 27 al 57% entro il 2100. L’innalzamento del livello del mare nel Delta del Nilo potrebbe far perdere all’Egitto enormi estensioni di terreni agricoli produttivi a causa della salinizzazione.

Intervenendo ad un meeting della “1.5 million feddan initiative”, frutto della collaborazione tra FAo ed Egitto e che punta a recuperare 2 milioni di ettari desertici a fini agricoli e non solo, da Silva ha ricordato che «Con l’agricoltura, i bisogni energetici, sia quelli legati alla produzione industriale che alle necessità domestiche, la concorrenza tra i settori che utilizzano l’acqua potrà solo intensificarsi in futuro». Il direttore generale della Fao ha confermato il suo appoggio alle iniziative del  governo egiziano e si è impegnato a sostenere i programmi  che puntano a combattere la scarsità idrica e a promuovere un’agricoltura resiliente di fronte ai cambiamenti cimatici.

Il lavoro della Fao nella regione ha già avuto dei risultati, come l’attuazione di un meccanismo di governance decentralizzata delle acque di falda nello Yemen e in Marocco, l’installazione di un impianto di pompaggio energia solare in Egitto, un sistema di raccolta delle acque in Giordania, metodi innovativi di contabilità dell’acqua, miglioramento della preparazione alle situazioni di siccità in Libano e Tunisia, elaborazione della prima politica agricola nazionale negli Emirati Arabi Uniti, mettendo l’accento sul risparmio idrico e la lotta al cambiamento climatico, e progetti pilota di contatori d’acqua nelle fattorie.

Da Silva ha evidenziato che «Il programma dell’Egitto per i prossimi anni è particolarmente complicato, dato ce il Paese deve fare una scelta sulle sue coltivazioni e rivedere i suoi modelli di consumo» ed ha sottolineato «Il rischio potenziale legato allo spreco di acqua nel quadro della coltivazione del grano nel Paese».

Per sostenere lo sforzo dell’Egitto, un Paese le cui terre fertili si limitano all’affollato corso del Nilo, al suo delta e a poche oasi, da Silva ha annunciato che la Fao sta lavorando per organizzare un forum sull’investimento agricolo entro la fine dell’anno, con l’obiettivo di «aumentare gli investimenti nella catena di valore agricolo, per sostenere la crescita economica, e la creazione di posti di lavoro e concentrandosi su 4 settori principali: il grano, lo s zucchero, la carne e l’orticoltura».

I consigli politici e le buone pratiche di governance dei sistmi di irrigazione fanno parte dei principali elementi della Near East and North Africa Water Scarcity Initiative, che attualmente è sostenuta da una rte di più di 30 organizzazioni  nazionali e internazionali. «L’iniziativa è diventata importante grazie all’appoggio della Lega Araba e a quello dei donatori –  ha detto da Silva . Delle misure miranti a ridurre le perdite e lo spreco alimentare e a rafforzare la resilienza dei piccoli contadini e degli agricoltori familiari figurano tra le azioni urgenti pe inquadrare l’iniziativa e necessiteranno in particolare di attuare un mix di interventi che comprenderanno: protezione sociale, investimenti e  trasferimento di tecnologie».

Compito arduo in Paesi dove esiste spesso un altro problema che rende difficilissama la buona governance necessaria: la presenza di governi autoritari, repressivi, dittatoriali e a volta di conflitti armati.  Satà anche per questo che da Silva, prima di partire dall’Egitto,  ha voluto rendere omaggio a un gruppo di donne rurali che lavorano per migliorare la nutrizione a livello familiare e che usufruicono della formazione della Fao e del revolving fundings.