Fao e Lega Araba: il cambiamento climatico pone un grave rischio per la disponibilità idrica

Necessarie innovazioni nel consumo d’acqua per affrontare il cambiamento climatico nei paesi arabi

[5 luglio 2017]

Nella regione del Vicino Oriente e del Nord Africa la disponibilità di acqua rinnovabile pro capite è di circa 600 m3 a persona all’anno – solo il 10% della media mondiale – e in alcuni Paesi scende a soli 100 m3 e partecipando a un evento co-ospitato con la Lega Araba a margine della Conferenza biennale della Fao, il direttore Generale della Fao, José Graziano da Silva, ha detto che «Gli stati arabi devono continuare a cercare innovazioni per superare la scarsa disponibilità d’acqua di fronte al cambiamento climatico»,
Da Silva  ha elogiato «Il progresso dei paesi del Vicino Oriente e del Nord Africa, nonostante le sfide, in settori come la desalinizzazione, la raccolta dell’acqua, l’irrigazione a goccia e il trattamento delle acque reflue» e ha sottolineato che «E’ fondamentale promuovere metodi per l’agricoltura e la produzione alimentare in generale, per utilizzare meno acqua e utilizzarla in modo più efficiente. La crescita della popolazione e gli impatti del cambiamento climatico porteranno più pressione sulla disponibilità idrica nel prossimo futuro, Il cambiamento climatico, in particolare, pone rischi molto gravi».

Secondo il capo dell’agenzia Onu, «Gli agricoltori e le famiglie rurali dovrebbero essere al centro delle strategie per affrontare la scarsità dell’acqua, non solo per incoraggiarli ad adottare tecnologie agricole più efficienti, ma anche per garantire l’accesso all’acqua potabile alle famiglie rurali povere. Ciò è vitale per la sicurezza alimentare e per migliorare la nutrizione».

Nel Nord Africa e Medio Oriente, l’agricoltura rappresenta oltre l’80% del prelievo totale di acque dolci, e in alcuni Paesi . tra cui lo Yemen e la Siria  in guerra – raggiunge picchi superiori al 90%. «Le pratiche di gestione sostenibile ed efficiente dell’agricoltura sono quindi fondamentali per raggiungere l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile Fame Zero», evidenzia la Fao.

Anche il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Abul-Gheith, è convinto che «Il futuro della regione araba è strettamente legato al problema della scarsità d’acqua. Nella regione araba c’è un grosso divario tra domanda e offerta quando si tratta non solo di acqua, ma anche di cibo. Questo divario conduce a gravi conseguenze politiche, economiche e di sicurezza». Abul-Gheith ha inoltre esortato a «Una migliore collaborazione con i Paesi che ospitano fiumi che scorrono nella regione» e ha fatto notare che «I livelli dell’acqua nel fiumi Eufrate e nel Nilo stanno diminuendo in modo costante».

Nel 2014 Fao e Lega Araba hanno lanciato 13 un’Iniziativa regionale sulla scarsità d’acqua nel Vicino Oriente,  che sostiene il coordinamento di una Strategia collaborativa regionale.  Basandosi su questa iniziativa, nel 2016 la Fao ha lanciato alla Cop Unfccc di Marrakech, un quadro globale Coping with water scarcity in agriculture che affronta la scarsità dell’acqua in agricoltura, incoraggia la cooperazione tra le parti interessate e promuove lo sviluppo di tecnologie e governance basati su una valida attività scientifica.

La Fao  conclude: «La smisurata richiesta di acqua per l’agricoltura nella regione ha portato ad un consumo eccessivo delle falde sotterranee, alla diminuzione della qualità dell’acqua e al degrado della terra, compresa la salinizzazione. Il cambiamento climatico si prevede aggraverà queste tendenze e l’agricoltura sarà uno dei settori più colpiti.  Ondate di calore più frequenti e intense e ridotte piogge freneranno le stagioni della crescita. Con meno piogge, si verificherà una riduzione dell’umidità del suolo, del flusso dei fiumi e della ricarica della falda freatica. Una maggiore incertezza influirà sulla produttività e renderà più difficile la pianificazione agricola».