A Firenze la serra solare galleggiante, che produce alimenti senza consumo di suolo

Jellyfish Barge, finalista UNECE Ideas for Change Award, verrà ancorato nell’Arno

[27 marzo 2015]

Si chiama Jellyfish Barge, è made in Toscana e ed è stata progettata per Expo 2015, la serra solare galleggiante che dal primo maggio  fino a settembre sarà ancorata nell’Arno all’altezza del Ponte San Niccolò a Firenze.

Jellyfish Barge, che ha portato la Toscana a essere tra i 5 finalisti del premio dell’Onu “UNECE Ideas for Change Award”, presentata oggi a Palazzo Vecchio in occasione dell’evento “Firenze e la Toscana nell’anno dell’Expo”, è una  serra galleggiante all’avanguardia che sfrutta solo energia rinnovabile per produrre alimenti, senza consumo di suolo e con grande risparmio d’acqua.  E’ stata realizzato su un progetto di Pnat Srl- DISPAA dell’Università di Firenze che è stato finanziato dalla Regione Toscana.

Jellyfish Barge è composta di un basamento in legno di circa 70 metri quadrati, che galleggia su fusti di plastica reimpiegati per l’occasione. Sopra viene montata una serra in vetro per le coltivazioni. All’interno un sistema di coltivazione idroponica garantisce un risparmio del 70% di acqua rispetto alle colture tradizionali, grazie al riuso dell’acqua. Grazie all’energia solare la serra è anche in grado di produrre acqua pulita (fino a 150 litri al giorno) da acqua salata, salmastra o inquinata. L’energia che fa funzionare Jellyfish è fornita da pannelli fotovoltaici, mini turbine eoliche e un sistema che sfrutta il moto ondoso per produrre elettricità.

L’assessore regionale all’agricoltura con delega alle attività Expo, Gianni Salvadori, ha spiegato che Jellyfish Barge è stato finanziato perché «rappresenta un esempio di quello che la ricerca, una ricerca di grande livello come quella che abbiamo in Toscana  può portare in termini di innovazione, ma anche di sostenibilità e partendo da materiali di recupero. Ed è totalmente coerente con il tema dell’Expo, “Nutrire il pianeta, energia per la Vita”. Il 14 aprile con il team guidato dal professor Stefano Mancuso dell’Università di Firenze (Pnat Srl- DISPAA) che ha realizzato la serra siamo stati inoltre invitati presso il Palais des Nations di Ginevra dove i delegati di 56 Paesi membri e una giuria di esperti voteranno per il vincitore finale. Naturalmente la Toscana farà del suo meglio per vincere ma essere fra i 5 finalisti di un premio mondiale è già un bel riconoscimento della capacità di innovazione della nostra Regione».