Fiume Sagittario in secca dentro un’area protetta: Enel non rilascia acqua dalla diga

[18 ottobre 2013]

Ancora una volta un intervento gestionale “maldestro” di una diga rischia di compromettere la qualità di un ecosistema fluviale per un lungo periodo. La diga in questione è quella di S. Domenico – gestita da Enel – sul fiume Sagittario (in Abruzzo), che è stato mandato in “secca” all’interno della Riserva naturale regionale e Oasi Wwf Gole del Sagittario, tra Villalago ed Anversa degli Abruzzi (AQ). Durante un’operazione di manutenzione, Enel ha modificato il rilascio in maniera tale da non far arrivare per diverse ore neanche un litro di acqua nell’alveo del fiume proprio in uno dei tratti più significativi dal punto di vista naturalistico.

«Quanto accaduto ha dell’incredibile. Anni di sforzi per la conservazione della natura portati avanti anche con risorse pubbliche possono essere sacrificati a causa di un’operazione maldestra che non appare essere stata pianificata secondo i principi europei- ha dichiarato il presidente del Wwf Abruzzo Luciano Di Tizio- Infatti tutti gli interventi che anche solo potenzialmente possono influenzare negativamente un Sito di interesse comunitario devono essere assoggettati preliminarmente a Valutazione di incidenza ambientale, richiesta dalla Direttiva 43/92/CEE “Habitat”.

Per ore il corso d’acqua è andato completamente a secco. Per quanto riguarda le conseguenze basti pensare alla fauna ittica, visto che la trota si riproduce proprio ad ottobre deponendo sul fondo dell’alveo le proprie uova. Inoltre, tutta la flora e la fauna del fiume strettamente connessa all’acqua, come plecotteri, efemerotteri e decine di altri organismi, sono stati gravemente impattati da questa operazione. Ritengo doveroso per gli enti pubblici competenti, dalla Regione Abruzzo al Corpo Forestale dello Stato, intervenire per individuare le responsabilità e sanzionarle visto che esistono precisi obblighi di tutela che devono essere rispettati. Basti pensare che la rilevanza ambientale dei Sic è tale – ha concluso Di Tizio- che recentemente è stato introdotto nel Codice Penale un reato apposito relativo alla perturbazione di habitat e specie protette in questi siti».

Grazie al personale della Riserva delle Gole del Sagittario, è stato richiesto un immediato sopralluogo al Corpo Forestale dello Stato e all’Enel stessa, che ha provveduto ad apportare un’ulteriore modifica al rilascio di acqua da monte assicurando la ripresa del deflusso. Il direttore della Riserva ha provveduto a verbalizzare l’accaduto ai fini dell’espletamento degli atti successivi, cioè un esposto alla Procura da parte degli enti competenti, a partire dal Corpo Forestale dello Stato che è l’organo di vigilanza preposto al rispetto del Decreto del Presidente della Repubblica 357/97 che tutela i Siti di interesse comunitario.