Il triste caso dei "frackquakes" di Azle

Fracking, i terremoti sono troppi anche per il Texas delle Big Oil

[23 gennaio 2014]

Negli ultimi 3 mesi ad Azle, una cittadina di 11.000 abitanti nel nord del Texas, ci sono stati più di 30 terremoti e i cittadini sono tutti convinti che la causa sia il fracking per estrarre shale gas. Darla Hobbs, che vive da sempre ad Azle, ha detto alla Nbc News: «Qui intorno non avevamo avuto terremoti da almeno 100 anni ed ora succede questo: 32 nel giro degli ultimi due mesi è pazzesco. E non è colpa nostra che viviamo qui. E’ dell’industria di trivellazione del gas, del fracking e dei pozzi di iniezione».

E non si tratta di sindrome Nimby o di impressioni pseudo scientifiche: quanto dice la signora Hobbs  è confermato dai ricercatori della Southern Methodist University che con il recente  studio “Analysis of the Cleburne, Texas, Earthquake Sequence from June 2009 to June 2010” hanno collegato senza ombra di dubbio una serie di terremoti avvenuti nel 2009 e 2010 in Texas con l’iniezione delle acque relue del di fracking nel terreno. La stessa agenzia federale US Geological Survey ha detto che il prcess di iniezione delle acque reflue, che consente alle compagnie del fracking di sbarazzarsi delle acque di risulta stoccandole sotto terra, può favorire i terremoti: «La crosta terrestre è pervasivamente fratturata da faglie in profondità. Queste fratture possono sostenere elevate sollecitazioni senza scivolare perché il naturale stress “tettonico” e il peso della roccia sovrastante spinge insieme i blocchi delle opposte fratture aumentando la resistenza di attrito allo scorrimento delle fratture. Il refluo iniettato neutralizza le forze di attrito sulle fratture e, in effetti, “pries them apart”, facilitandone così lo slittamento e il  terremoto».

Dal 2011 all’inizio del 2013  il fracking ha causato 109 terremoti a Youngstown, nell’Ohio, un’area dove erano sconosciuti i terremoti prima che, nel dicembre 2010, entrasse in funzione un pozzo di iniezione per lo shale gas. Nonostante i rischi sismici siano stati ormai accertati e la crescente opposizione, negli Usa il boom del fracking non si ferma, anzi, i pozzi sono in continuo aumento.

Il 21 gennaio una cinquantina di abitanti di Azle  hanno viaggiato per tre ore per poter partecipare ad Austin ad riunione della Texas Railroad Commission, che regolamenta l’industria petrolifera e gasiera del Texas, per chiedere ai commissari statali di fermare l’utilizzo dei pozzi. Quasi una bestemmia nello Stato Usa simbolo del legame tra repubblicani e Big Oil.

Anche nella piccola Azle probabilmente sono quasi tutti fedeli elettori repubblicani, ma sono preoccupatissimi per quello che potrebbe accadere alle loro risorse idriche, visto che le compagnie del fracking stanno iniettando le acque reflue piene di sostanze chimiche sotto le falde e. come ha detto  William Hoffman  a Cbs News, «Con la terra che trema così,  è solo una questione di tempo prima che arrivino nel nostro sistema idrico».

Gli arrabbiati cittadini di Azle difficilmente potevano trovare una sponda ad Austin, come spiega ThnkProgress «Anche se i membri della commissione dovrebbero essere eletti, il Railroad Commission Chairman Barry Smitherman è stato nominato nella  commissione nel 2011 dal governatore Rick Perry, un sostenitore di lunga data di fracking che ha affermato che gli americani vengono “ingannati” se pensano che possa causare l’inquinamento delle acque sotterranee». Le affermazioni del governatore repubblicano del Texas sorvolano sui rapporti che dimostrano che nel Wyoming e in Pennsylvania, le patrie del fracking, le acque di falda sono ormai inquinate ed ignora anche il rapporto “Wyoming Cleanup Sites” dell’Environmental protection agency Usa che dice che ogni attività controllata di fracking probailmente inquina l’acqua potabile.

Dopo aver ascoltato le relazioni dei cittadini di Azle su quello chiamano “frackquakes”,  terremoti abbastanza forti da far tremare le case e spostare mobili, Smitherman ha convocato una conferenza stampa, e si è rifiutato di riconoscere che i terremoti sono collegati in qualsiasi modo all’estrazione di gas: «Non è collegato al fracking. Se trovassimo un collegamento allora dovremo guardare con la massima attenzione a tutti questi pozzi di iniezione in quest’area. Li riesamineremmo… Forse c’è qualcosa nel sottosuolo di cui non siamo a conoscenza. La Commissione dovrebbe assumere un sismologo di individuare con maggiore precisione l’epicentro dei terremoti, un processo per il quale ci vorranno probabilmente un paio di mesi. Per l’incarico ad un sismologo ci vorrebbero un altro paio di settimane».

Dopo il fiasco su tutta la linea della riunione presieduta da Smitherman, i cittadini anti-fracking non hanno ottenuto nulla di quel che erano venuti a chiedere e si sono dovuti sobbarcare altre tre ore di viaggio per tornare alla loro tranquilla cittadina terremotata.