Water Uk firma un protocollo di intesa con le compagnie dello shale gas

Fracking in Uk. Scoppia il caso acqua ma si va avanti lo stesso

[28 novembre 2013]

Le isole britanniche non sono certo posti dove l’acqua scarseggi, ma in un rapporto Water Uk, avverte che in periodi di siccità potrebbero non esserci abbastanza risorse per rifornire sia l’acqua potabile domestica, sia il fracking. La ricerca è stata presentata proprio mentre Water Uk annunciava la firma di un protocollo d’intesa con UK Onshore Operators Group (Ukoog), l’associazione degli estrattori di petrolio e gas, che garantisce che rispettivi membri delle due organizzazioni collaboreranno durante tutte le fasi esplorative ed estrattive delle risorse di gas di scisto.

Uno degli obiettivi centrali dell’accordo  quello di rassicurare l’opinione pubblica, sempre più ostile al fracking, che sarà fatto tutto il possibile per ridurre l’impatto delle attività estrattive sulle falde idriche e sull’ambiente. Water UK  comunque non nasconde le sue preoccupazioni riguardo al fracking e dice che ci sono potenziali rischi per l’acqua e la contaminazione ambientale da delle acque reflue, ma dice anche insieme a Ukoop che  questi possono essere mitigati con una corretta applicazione del quadro normativo.

In un rapporto informativo però  Water UK mette in evidenza i rischi levati al fracking e che «Devono ancora essere pienamente compresi, regolamentati e mitigati» ed evidenzia che «La pressione sulle risorse idriche locali dipendono in parte dal ritmo e dalla portata dell’estrazione dello shale gas, anche se la possibilità di recuperare e riutilizzare grandi proporzioni di acqua da ogni sito promette di ridurre in modo significativo i rischi per le risorse idriche locali. Tuttavia, dove l’acqua scarseggia potrebbe non essere sufficientemente  disponibile per le forniture di acqua pubblica o per l’ambiente e per soddisfare i requisiti della fratturazione idraulica. Le compagnie dello shale devono quindi impegnarsi con aziende idriche il più presto possibile al fine di garantire che le loro esigenze possono essere soddisfatte senza ridurre la sicurezza degli approvvigionamenti agli attuali clienti».

Water Uk ha anche sollecitato il governo britannico e le amministrazioni locali a prendere in considerazione l’introduzione di una legislazione che garantisca che le imprese di estrazione di acqua britanniche vengano consultate durante il previsto “process for onshore oil and gas exploration and development”. Questo garantirebbe che le imprese che distribuiscono l’acqua in Gran Bretagna  ricevano informazioni essenziali sui siti di dove viene proposto il fracking e darebbe loro il tempo di confrontarsi con ai regolamentatori  e titolari di licenze di shale gas per garantire che nei piani di sviluppo siano pienamente compresi i rischi da affrontare e che la tutela delle risorse idriche e dell’ambiente sia considerata una priorità.

Ma l’energy Campaigner di Friends of the Earth UK,  Tony Bosworth, non è d’accordo con il tono rassicurante utilizzato da Water Uk e Ukoog: «Questo nuovo rapporto dell’industria solleva preoccupazioni riguardo all’impatto che il fracking potrebbe rappresentare per l’Inghilterra meridionale già sotto stress idrico. Le linee guida prodotta dall’Agenzia per l’Ambiente, il principale regolamentatore, sono piene di  buchi e non affrontano adeguatamente i rischi per l’approvvigionamento idrico e la qualità  La disperata ricerca di gas e petrolio da scisti non devono autorizzare a causare scarsità critiche di acqua per usi pubblici critiche ed aumenti di divieti per le condotte idriche domestiche. Il fracking non è la soluzione ai nostri problemi energetici, non può darci bollette energetiche più convenienti. Il governo dovrebbe staccare la spina dalla sua presa allo sporco  gas shale e sviluppare l’abbondante potenziale dell’energia da fonti rinnovabili della Gran Bretagna».