Geologi: «Acque sotterrane risorsa invisibile, a rischio anche in Toscana»

«Miopia gestionale ed inerzia burocratica. Regione non all’altezza della complessità della materia»

[22 marzo 2017]

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo, i Geologi toscani denunciano le cause del degrado: «Salinizzazione delle falde lungo costa, pompaggi eccessivi per compensare acquedotti colabrodo, normative assenti o raffazzonate» e la presidente Maria Teresa Fagioli aggiunge: «Non possiamo far passar sotto silenzio l’assenza di normativa tecnica nazionale, cui la Regione ha tentato di porre rimedio con un “disciplinare di buona pratica” non all’altezza della complessità della materia. È a rischio la migliore e maggiore risorsa idrica che abbiamo: le acque sotterranee»

I Geologi toscani chiedono di «Tutelare l’acqua sotterranea, quella buona, importante risorsa idrica, con la prevenzione». In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua del 22 marzo, l’Ordine di Geologi della Toscana La Faoli sottolinea che «La Toscana è una regione ricca di acque sotterranee di ottima qualità, ma l’uso insipiente e sconsiderato che nel passato ne è stato fatto ha già prodotto molti danni, generando vaste aree in crisi idrica costante. Cerchiamo adesso di non estenderle o produrne altre».

Di acqua, sottoterra ce n’è veramente tanta, il 90% dell’acqua dolce del pianeta, calotte polari a parte, sta sottoterra. Acqua quasi sempre ottima, se qualcuno non la sciupa. Per questo occorre una gestione attenta, ma per i geologi non è quello che succede nella nostra reione: «In Toscana gestione delle acque sotterranee di corto respiro e con errori. Non possiamo far passar sotto silenzio l’inspiegabile leggerezza con la quale la Regione ha emanato un “disciplinare di buona pratica” per pozzi domestici in area non critiche (che costituiscono la stragrande maggioranza di accessi alle falde idriche) che non risolve il problema rischiando in alcuni casi di aggravarlo. Si potrà dire: sempre meglio che a livello nazionale, dove le normative tecniche sui pozzi brillano per la loro assenza, ma da una Regione giustamente attenta alla tutela e alla gestione sostenibile delle risorse naturali era legittimo aspettarsi di meglio, soprattutto a valle delle reiterate segnalazioni dell’Ordine dei geologi, che, ahimè, sono rimaste inascoltate. La Toscana conosce la sua acqua ma il tentativo di porre rimedio alle carenze normative a scala nazionale contiene pericolose inesattezze. Qualcosa di buono c’è. Ma non basta».

La Fagioli fa notare che «A livello di programmazione a grande scala e quadro conoscitivo, come Piani delle Autorità di Distretto o Piani di tutela, in Toscana non siamo affatto messi male, la qualità della conoscenza e della programmazione è ottima. Ma i problemi spuntano quando si passa alla normazione specifica e alla gestione per l’ordinario».

La non buona gestione delle acque passa anche attraverso il servizio idrico, ma la presidente dei geologi è critica anche su questo: «Non gioca a favore della tutela delle falde che i gestori del servizio idrico siano di fatto costretti a fornire acqua potabile a tariffe “politiche” che non tengono conto dei prevedibili costi futuri generati da effimere economie contingenti. Troppo spesso, invece di tappare i buchi di una rete idrica colabrodo, che perde fino al 40%, si preferisce pompare più acqua da sottoterra perché costa meno».

Uno degli esempi di quello che non va, arriva dalla costa toscana: «Le piane costiere si stanno rapidamente salando anche per i prelievi per uso idropotabile che nel periodo estivo, di massima criticità, si incrementano proporzionalmente al decuplicarsi del carico antropico “balneare” con evidente sovra sfruttamento delle falde. Per lungo tempo del degrado delle falde sono state incolpate solo agricoltura e industria, ma i Geologi sanno bene, e lo dicono, che anche le bonifiche meccaniche, in aree costiere, hanno responsabilità non marginali, allontanando rapidamente le acque, dolci, delle piogge per tenere asciutti i coltivi, col frequente risultato che dopo alcuni anni quei terreni che si tendeva a mantenere coltivabili diventano salmastri, e inutili».

A complicare la situazione delle acque sotterranee, ci sono i pozzi “ad uso domestico”: «Visto il loro numero e la loro diffusione, anch’essi possono contribuire massicciamente al degrado della qualità delle acque sotterranee. Il cittadino, non informato, cerca il perforatore meno caro, ma la qualità ha dei costi, e spesso se non sempre, il pozzo a prezzi da discount è realizzato al risparmio. Col risultato che non solo ha un bassissimo rendimento, ma diventa anche via preferenziale di inquinamento negli acquiferi e fra gli acquiferi. D’altra parte un pozzo uso domestico, non in area di crisi conclamata può essere realizzato legalmente senza l’ausilio di un professionista che si assuma le debite responsabilità, e ad oggi non esiste ancora una norma nazionale che disciplini come devono essere fatti i pozzi, domestici o d’altra destinazione d’uso».
In occasione della Giornata mondiale dell’acqua, l’Ordine dei geologi della Toscana lancia un appello: «Non solo è lecito, ma doveroso darsi da fare per prevenire ed arrestare il degrado delle falde. Industria, turismo, agricoltura irrigua, urbanizzazione impattano inevitabilmente sulla risorsa acqua il cui uso sostenibile va programmato a grande scala, ma va anche gestito consapevolmente a scala locale, nell’ordinaria amministrazione del territorio. Dobbiamo creare una cultura dell’acqua facendo crescere nella coscienza dei cittadini la consapevolezza che l’acqua sotterranea è una risorsa che quando danneggiata non si riprenderà per centinaia di anni. E’ solo con la conoscenza della risorsa, di come si muove nel sottosuolo, di come evitate comportamenti e scelte che la possono inquinare o depauperare che potranno essere tradotti in pratica da tutti i concetti di risparmio idrico e tutela delle falde. Cominciamo dalle scuole a diffondere la cultura dell’acqua e interveniamo, facciamolo prima di esser costretti a farlo perché non abbiamo più acqua “buona”: non farlo ci costerebbe molto, ma proprio molto di più».