Gestione unica per un fiume unico: l’Ombrone

[2 febbraio 2015]

Un fiume non conosce suddivisioni amministrative, livelli di competenza o carteggi burocratici, e necessita di una gestione unitaria – dalla sorgente alla foce –  per mantenere le caratteristiche gradite al territorio su cui insiste (e per cercare di evitare le altre). Per il fiume Ombrone, che purtroppo non è certo esente da problemi di tenuta idrogeologica, questo è un principio ancora più saldo, e che dev’essere tramutato in pratica.

In una lettera aperta indirizzata al governo e alla Regione Toscana, il presidente della Provincia di Grosseto – Emilio Bonifazi – inquadra la situazione del fiume Ombrone insieme a una puntigliosa relazione sui lavori e finanziamenti necessari per garantire sicurezza al territorio.

Il fiume Ombrone, ricordano infatti dalla Provincia, pur avendo un corso tranquillo, ha carattere torrentizio e origina esondazioni che spesso mettono in difficoltà l’agricoltura golenale e occasionalmente determinano rischio idraulico per intere aree, strutture di comunicazione di servizio e alcune zone abitate del territorio di Grosseto. Le manutenzioni sono essenziali come alcune opere strutturali di regimazione idraulica dell’intero bacino. In entrambi i casi, gli interventi di prevenzione, hanno come obiettivo quello di evitare i danni delle possibili alluvioni,e limitare effetti negativi agricoltura e turismo, per gli allagamenti e la scarsa disponibilità d’acqua nei periodi siccitosi.

«Lo stato dell’Ombrone è strategico – afferma Bonifazi – per una grande porzione di territorio e per molti motivi. La sicurezza è il primo, poi ci sono le potenzialità non sfruttate che un bacino idrico del genere offre. Le acque dell’Ombrone se imbrigliate e raccolte possono dissetare e irrigare nei momenti di siccità e fornire energia pulita. Da queste considerazioni parte la necessità di creare un vero “sistema fiume Ombrone” in cui il rafforzamento degli argini, il sostegno agli agricoltori, la realizzazione di piccoli invasi negli affluenti, sia governato da un unico soggetto che guidi gli studi, la programmazione dei lavori e la loro attuazione continuativa».

In particolare, Bonifazi sintetizza le principali necessità per il fiume Ombrone in alcuni obiettivi da raggiungere: l’individuazione di un soggetto unico che coordini gli interventi di manutenzione, di gestione e strutturali sul fiume Ombrone, in quanto molti problemi derivano dal fatto che non vi è un ente unico garante della manutenzione complessiva del fiume dalla sorgente alla foce; il completamento dell’impermeabilizzazione e il consolidamento degli argini nel tratto Steccaia/Torre Trappola; l’attuazione di interventi di rimboschimento nelle aree soggette a esondazioni, attraverso finanziamenti agli agricoltori delle zone interessate; la promozione di studi finalizzati agli interventi strutturali, come la realizzazione di invasi sugli affluenti per raccogliere l’acqua fini idro potabili e controllare le piene, e la realizzazione di un a bocca tarata al ponte del Sasso d’Ombrane.

Obiettivi realistici e sensati, il cui raggiungimento si spera possa essere aiutato dal fronte comune che da tempo unisce i tre interlocutori: Provincia, Stato e Regione sono tutte a guida Pd. I recenti fatti di Scarlino (sempre provincia di Grosseto) testimoniano quanto questo non sia, paradossalmente, sempre un vantaggio. Chissà che proprio il corso di un fiume non riesca a rinsaldare le basi della politica, quelle del dialogo.