Gli angeli del fango “verdi” che hanno aiutato Genova… e l’Italia

[17 ottobre 2014]

Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente scrive sul blog dell’associazione: «Sono stati giorni drammatici e di grandi tensioni. A Genova il segnale positivo, ancora una volta, ci viene dalla gente comune, in un nuovo patto intergenerazionale, giovani studenti e adulti di ogni cultura e lingua si sono dati la mano per risolvere nel più breve tempo possibile almeno la vivibilità della città. Ancora una volta il volontariato rappresenta il volto migliore di questo paese. Anche i volontari di Legambiente si sono rimboccati le maniche ed hanno lavorato con gli altri».

Elena Dini, direttrice di Legambiente Liguria, che ha coordinato  il lavoro dei volontari del Cigno Verde, tira un breve bilancio di questi giorni di fango, rabbia e speranza di una Genova piegata ma non doma, una città che ricorda una canzone di Fabrizio De Andrè o una predica di Don Gallo. «Sono stati tre giorni di lavoro intenso per i cinquanta volontari di Legambiente che, insieme agli “Angeli del Fango”, armati di guanti, pale e stivali hanno lavorato a fianco dei cittadini e dei commercianti per togliere Genova dal fango – dice la Dini – Tre giorni di lavoro in scantinati, musei, portoni,  case e negozi. Come sempre in prima linea. Sabato 11 ottobre a Borgo Incrociati in Val Bisagno a liberare i negozi, Domenica 12 ottobre in Corso Torino alla Foce in un portone, Lunedì 13 ottobre nei fondi del  Museo di Scienze Naturali A. Doria nella zona di Brignole. Ovvero nelle zone più colpite della città, quelle che avevano necessità di un intervento immediato, per permettere alle persone di uscire dalla propria casa, per permettere di ripristinare la viabilità dei mezzi di soccorso e dei privati.

Un lavoro intenso perché immerso nella disperazione e nella rabbia delle persone che hanno perso tutto, di nuovo, dopo solo 3 anni dall’ultima alluvione del 2011. Si erano rialzati, oggi sono nuovamente in ginocchio, molti di loro senza la voglia e l’energia per riprovarci. L’unica immagine positiva che ricordiamo, la potenza, l’energia, la responsabilità e la consapevolezza del bene comune di migliaia di ragazzi, tanti veramente giovani che hanno risollevato la loro città, che abbiamo visto spalare, svuotare e spostare. Un lavoro immenso. Ora il fango e i rottami sulle strade non ci sono più».