Goletta dei Laghi: nel Lago Maggiore piemontese 6 punti su 10 inquinati

Cambiato poco o nulla rispetto al 2014 e la scadenza Ue sulla qualità delle acque incombe

[10 luglio 2015]

Goletta dei Laghi

Si è concluso a Meina il tour piemontese della Goletta dei Laghi 2015, e l’equipaggio del Cigno Azzurro ha reso pubblici i dati dei monitoraggi scientifici sul lago Maggiore, ne  è emersa una situazione simile a quella denunciata nel 2014: «Oltre la metà dei punti indagati risultano fortemente inquinati, in base ai parametri microbiologici imposti dalla normativa vigente in Italia».

Nella costa della provincia di Verbania-Cusio-Ossola (VCO) e Novara 2 punti (fiume Toce a Verbania e lo sfioratore di Piazza Marconi a Stresa)  su 4 che non superano l’esame,

Amelia Alberti, presidente del circolo di Legambiente “Il Centro del Sole” del VCO e del Vergante, spiega che «Oltre alla foce del Toce – è stata rilevata una grave criticità anche sul lungolago di Stresa. Significa che la situazione in generale è rimasta invariata e in alcuni punti anche peggiorata. Ben vengano gli investimenti incorso e quelli previsti a breve ad Arone e a Dormelletto per la sistemazione della rete fognaria, ma comunque vogliamo ricordare che la qualità complessiva delle acque del lago è un requisito fondamentale per la promozione turistica del territorio. Infine vorremmo sapere dalla amministrazione comunale di Dormelletto e da Acque Novara VCO se e quando sono previsti lavori anche in via Oberdan oltre alla risoluzione delle criticità del fosso Arlasca».

Nel novarese sono risultati fuori norma  ben 4 punti su 6.  Due punti su tre ad Arona sono da bocciare senza appello: le acque in corrispondenza del lungolago Marconi e la foce del torrente Vevera. Entro i limiti invece lo scarico presso il Lungolago Caduti di Nassiriya, campionato per la prima volta nel 2013 e risultato fortemente inquinato, mentre già dallo scorso anno i monitoraggi danno risultati positivi grazie ad una serie di interventi di allacciamento alla rete fognaria di alcuni scarichi della zona. Passa l’esame anche Meina, presso il lungolago all’altezza di Corso Sempione 69.

Male anche il comune di Dormelletto, dove dalle analisi sono risultati fortemente inquinati sia la foce del rio Arlasca (che costituisce il confine con Arona) sia la stazione di sollevamento presso via Oberdan. In quest’ultimo punto i tecnici di Legambiente, durante il sopralluogo del 30 giugno, dicono di aver riscontrato «una situazione ambientale vergognosa: non solo rifiuti solidi urbani e igienico-sanitari sparsi ovunque, ma anche acque torbide e fortemente maleodoranti con presenza di una patina melmosa nerastra sul fondo, tipica degli scarichi fognari veri e propri».

Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, ha sottolineato: «Passano gli anni ma la situazione è sostanzialmente immutata Seppure la salute generale del lago è buona, la sponda piemontese del Maggiore presenta ancora criticità serie sia nel novarese sia nel VCO, segnalate in continuazione da Legambiente alle amministrazioni locali, eppure ben poco è stato fatto. I monitoraggi effettuati dalla Goletta hanno come scopo l’individuazione di problematiche microbiologiche legate alla presenza di batteri fecali(come previsto dalla normativa vigente), dovuta il più delle volte ad una cattiva o assente depurazione. Ora forse qualcuno sta muovendosi per metter mano alla collettazione e ai depuratori, ma c’era modo e tempo di farlo già molto prima. Se si prendesse ad esempio quanto fatto sul lago di Avigliana nel torinese, quest’anno premiato con le 5 vele dal Cigno Verde e dal Touring Club Italiano, forse anche Novara e VCO potrebbero vantare riconoscimenti importanti e portare avanti uno sviluppo turistico di livello, in nome della tutela degli ecosistemi lacustri e della biodiversità”.

Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta sta collaborando con l’Arpa Piemonte e l’Università di Torino per diffondere un questionario che ha l’obiettivo calcolare quanto la balneabilità dei laghi piemontesi incida sull’economia locale e che fa parte di uno studio che punta a «sensibilizzare le amministrazioni e i cittadini sull’importanza di mantenere qualitativamente sani i bacini idrici del Piemonte, tutelandone ecosistemi e biodiversità, per promuovere un turismo sostenibile che sia un volano per il territorio».