In Veneto fuorilegge 2 campionamenti su 11

Goletta Verde: Bandiera nera al presidente dell’Autorità portuale di Venezia Paolo Costa

«La depurazione deve diventare una priorità»

[26 giugno 2013]

La tappa veneziana di Goletta Verde è stata l’occasione anche per consegnare la prima Bandiera Nera dei pirati del mare 2013  che è toccata al presidente dell’Autorità Portuale di Venezia Paolo Costa, «Per i tentativi di ingerenza nelle scelte di pianificazione della città e per i suoi preoccupanti progetti lo sviluppo del porto del capoluogo».

Il Cigno Verde ce l’ha in particolare con le «Inaccettabili» proposte  di Costa , esponente del Pd  e già sindaco di Venezia,  di scavo del canale Contorta-Sant’Angelo e di porto nell’area di Santa Maria del Mare al Lido. Secondo Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, «E’ inammissibile il tentativo da parte dell’Autorità portuale di volersi sostituire al Comune nelle scelte di pianificazione della città. A differenza di quanto sostiene Costa, e come ha già fatto notare correttamente qualche giorno fa il sindaco di Venezia, il Porto non ha alcun potere di pianificazione urbanistica ma il solo potere di approvare un piano del porto, comunque subordinato alle scelte dell’amministrazione. Il presidente Costa continua a minacciare, anche durante l’ultima audizione davanti alle commissioni consiliari, la sicura perdita della crocieristica a Venezia se il porto di Venezia dovesse spostarsi. Nessuno chiede la chiusura del porto ma il suo spostamento in un’area consona che non deturpi e non rechi danni di inquinamento alla città, oltre ovviamente ai possibili incalcolabili danni in caso di incidente. Legambiente ricorda a Costa che, come dimostra il grave incidente di Genova, le tragedie possono avvenire anche se si naviga a velocità limitate. Infine, a due anni dalla prima denuncia di Goletta Verde e ai continui annunci di Costa sugli imminenti lavori, non si è ancora proceduto all’adeguamento della banchine con l’introduzione dell’elettrificazione che permetterebbe lo spegnimento dei motori delle navi quando ormeggiate».

Passando dalla difesa delle coste all’altra tradizionale attività di Goletta Verde, dalla foto scattata dai biologi di Legambiente lungo le coste venete emerge che due punti su undici sono risultati “fortemente inquinati”, entrambi a Rosolina, in provincia di Rovigo e secondo gli ambientalisti «Dimostrano la presenza di scarichi non trattati adeguatamente dagli impianti e necessitano di un’indagine più approfondita da parte delle istituzioni proposte». Il dato più preoccupante  sarebbe quello del punto di campionamento di Marina di Caleri dove la presenza di enterococchi intestinali è risultata circa quattro volte superiore a quella consentita dalla legge. Ma nello stesso Comune è stata dichiarata fortemente inquinata anche la località Rosolina di Mare, vicino alla foce dell’Adige.

Restando in provincia di Rovigo, a Porto Tolle valori entro il imiti  in località Pila, nei pressi della Foce Po di Maistra. Tutto nella norma anche negli altri 8 punti passati al setaccio dei biologi di Goletta Verde a partire da quello di Venezia Lido in località Alberoni, Nella provincia di Venezia tutto Ok per i prelievi a Chioggia (Località Sottomarina, nei pressi della Foce del Brenta); Jesolo (due prelievi, sia a Jesolo Lido, nella pressi di una spiaggia a 300 metri dalla foce del Piave che e al Lido di viale Anna Frank); Eraclea, nei pressi dello sbocco della spiaggia della Laguna del Mort a Marina di Eraclea; San Michele al Tagliamento (località Porto Baslenghe); Caorle (località Porto Santa Margherita, nei pressi della spiaggia di fronte via Lepanto); Punta Sabbioni (in località Bocca di Porto).

La portavoce di Goletta Verde, Katiuscia Eroe, ha sottolineato che «Sebbene i risultati delle analisi dei biologi di Goletta Verde presentino una situazione micro batteriologica per la quasi totalità entro i limiti di legge ci preoccupa e ci dispiace aver dovuto verificare una situazione di grave criticità proprio nei pressi di una spiaggia, nel comune di Rosolina. Dal sopralluogo dei nostri biologi è emerso che il tratto di spiaggia in questione è evidentemente priva di manutenzione. È più che impellente dunque che l’amministrazione comunale indaghi su quanto stia accadendo alla Foce dell’Agide, per scoprire e risolvere al più presto il problema. Il tutto sommato buon risultato del Veneto, non può però permetterci di abbassare la guardia sul fronte depurazione. Infatti, gli ultimi dati Istat 2009, ci dicono che circa un milione di cittadini veneti non è servito da un adeguato servizio di depurazione, con una copertura del 79,2%, contro una media nazionale delle regioni costiere del nord che, invece, si attesta all’81,9% di copertura».

Il Consorzio obbligatorio degli oli usati, Main Partner, di Goletta Verde ha spiegato quale è stato il suo contributo alla difesa del mare e dell’ambiente della regione. «Nel 2012 in Veneto, il Consorzio ha raccolto 22.638 tonnellate di oli lubrificanti usati, 2.195 delle quali in provincia di Venezia».