Goletta Verde: «In Liguria restano molte criticità alle foci di fiumi e canali»

Cariche batteriche elevate in 9 punti su 23 monitorati lungo le coste regionali

[12 agosto 2015]

Goletta Verde Liguria

Secondo i risultati dei prelievi eseguiti dai tecnici di Goletta Verde, «Lungo le coste liguri sono stati scovati 9 punti, rispetto ai 23 totali, che presentavano cariche batteriche elevate. Per 7 di questi arriva addirittura un giudizio di fortemente inquinato».

Nel mirino dell’imbarcazione ambientalista sono ancora una volta le foci di fiumi e canali, «nei quali confluiscono evidentemente scarichi non depurati adeguatamente o addirittura scarichi illegali che non risparmiano neanche territori ad alta vocazione turistica e di pregio naturalistico come il territorio delle Cinque Terre».

Legambiente  torna a chiedere alla Regione Liguria ed aui Comuni, sia costieri che dell’entroterra, di «intervenire con urgenza per risolvere e dare piena attuazione al sistema di depurazione dei reflui urbani, utilizzando nel migliore dei modi i fondi già messi a disposizione».

Presentando i dati la portavoce di Goletta Verde, Katiuscia Eroe, ha sottolineato che «Le nostre analisi confermano nuove e vecchie criticità di un sistema depurativo che, nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi anni, continua a immettere in fiumi, fossi e torrenti carichi inquinanti non trattati adeguatamente Il nostro obiettivo è proprio quello di scovare le criticità di questo sistema che in Liguria, cosi come nel resto del Paese, funziona purtroppo a singhiozzo ed è ancora del tutto insufficiente per tutelare la salute del mare e dei cittadini. In Italia, secondo le ultime stime dell’Istat e del Governo, tre italiani su dieci non sono ancora allacciati a fognature o a depuratori e il 40% dei nostri fiumi risultano gravemente inquinati. Sono passati dieci anni dal termine ultimo che l’Unione Europea ci aveva imposto per mettere a norma i sistemi fognari e depurativi, ma piuttosto di agire non abbiamo fatto altro che collezionare multe. È tempo che finalmente si passi dalle parole ai fatti e si tuteli una delle più importanti risorse che per l’Italia e la stessa Liguria rappresentano una consistente fetta dell’indotto economico».

Goletta Verde punta ad individuare le pressioni inquinanti che ancora gravano sulla costa, i punti scelti sono stati individuati dalle segnalazioni non solo dei circoli di Legambiente ma degli stessi cittadini attraverso il servizio Sos Goletta.

Ecco i risultati provincia per provincia:

Quattro i campionamenti eseguiti in provincia di Genova. Sono stati giudicati fortemente inquinati quelli effettuati nei pressi dello scarico dell’ex spiaggia dei Cavalinni a Rapallo e allo sbocco del canale presso la foce del fiume Entella tra Chiavari e Lavagna. Entro i limiti invece le cariche batteriche contenute nelle acque prelevate alla spiaggia comunale libera, presso il Belvedere Unità d’Italia, a Bogliasco e alla foce del torrente Recco nell’omonima località.

Degli undici campioni prelevati lungo le coste della provincia di La Spezia, cinque presentano cariche batteriche elevate. Giudizio di fortemente inquinato per i prelievi alla foce scolo scogli sotto Belvedere in località Manarola a Riomaggiore e di inquinato alla spiaggia di fronte piazza Garibaldi a Monterosso al Mare. Fortemente inquinato poi il prelievo al canale nei pressi della spiaggia Venere Azzurra e alla foce del canale su via Roma a Lerici e inquinato quello alla foce del torrente Parmignola a Marinella di Sarzana. Nei limiti di legge gli inquinanti riscontrati negli altri campioni: alla spiaggia di fronte rio Castagnola a Deiva Marina; alla spiaggia tra il parcheggio e la spiaggia Fegina di Monterosso al Mare; alla foce del Rio Corniglia a Vernazza; alla spiaggia Fossola a Riomaggiore; presso Calata Doria a Porto Venere; alla foce del fiume Magra ad Ameglia.

In provincia di Imperia tre prelievi tutti nella norma: alla spiaggia di fronte al torrente Impero e alla foce del Rio Santa Lucia, entrambi nel comune capoluogo, e alla foce del torrente Argentina nel comune di Taggia.

Cinque i campionamenti nella provincia di Savona. Fortemente inquinati quelli allo sbocco del canale in spiaggia sul lungomare Diaz a Ceriale e alla foce del torrente Maremola a Pietra Ligure. Nei limiti i due campionamenti di Albenga: alla foce del fiume Centa e alla spiaggia antistante la foce dello stesso fiume e quello alla Spiaggia di fronte al fiume Pora a Finale Ligure.

Le criticità riscontrate in Liguria sono ben note, visti anche i divieti di balneazione presenti lungo la costa a seguito dei monitoraggi eseguiti dall’Arpal e dalle autorità competenti. «Va inoltre, ricordato  – dicono a Legambiente Liguria – che secondo l’Istat (dati al 2012) in Liguria ad essere trattati in maniera adeguata è soltanto il 60,9% del totale del carico generato, ancora poco seppure in linea con la media del Nord Italia del 59,9 per cento. Anomalie che ha evidenziato anche l’Unione Europea nell’ultima procedura d’infrazione aperta nei confronti dell’Italia che comprende anche 9 agglomerati urbani liguri (il 14% rispetto ai 63 agglomerati urbani). Inadeguatezza che, secondo i calcoli del Governo, comporterebbe, a partire dal 2016 e fino al completamento degli interventi di adeguamento richiesti, una multa da parte dell’Unione Europea di 18 milioni di euro all’anno (11,4 euro pro capite).

Santo Grammatico, presidente del Cigno Verde ligure, conclude: «Oggi c’è la possibilità di completare il lavoro che è stato portato avanti negli anni passati per adeguare il sistema depurativo regionale Il Governo ha già messo a disposizione i primi cinque milioni di euro per un intervento che ricade nell’agglomerato di Albenga. Altri 57 milioni di euro risultano tra i finanziamenti disponibili in arrivo dal Cipe. Mancano all’appello ancora 13milioni di euro per raggiungere la quota di 70milioni prevista per il costo totale delle opere regionali da realizzare, ma è importante non sprecare le risorse che stanno per arrivare. Nei casi dove si è intervenuti adeguando la rete fognaria o rafforzando il sistema di depurazione i risultati sono stati evidenti nell’arco di questi ultimi anni. La Regione Liguria è chiamata a dimostrare, proprio a partire dalle criticità ancora presenti nel sistema  depurativo, una nuova visione di sviluppo per questo territorio, attento alle sue risorse e che punti sulla sostenibilità ambientale per rilanciare l’economia. Il rischio è che scarichi sospetti o con alti carichi inquinanti possano danneggiare alcune aree di pregio naturalistico e a forte vocazione turistica come abbiamo evidenziato per le Cinque Terre».