Grazie alla ricerca toscana scoperto il segreto dell’acqua: ha una doppia natura

Dimostrate sperimentalmente le “due forme” dell’H2O allo stato liquido

[23 settembre 2013]

Una delle molecole più studiate al mondo, l’H2O, continua a riservare sorprese che spiegano l’eccezionalità delle proprietà dell’acqua. Grazie alla ricerca congiunta tra l’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ino-Cnr), il Laboratorio europeo di spettroscopie non lineari (Lens) e l’Università di Firenze, è stato infatti dimostrato che le molecole d’acqua allo stato liquido assumo due forme di organizzazione: una forma simile al ghiaccio, meno densa e più ordinata, e una forma meno ordinata e più densa, che è quella comune dell’acqua a temperatura ambiente. «Impiegando una tecnica spettroscopica basata su sorgenti laser ultraveloci – ha spiegato Roberto Eramo di Ino-Cnr – abbiamo dimostrato che l’acqua allo stato liquido non prende semplicemente la forma del contenitore ma ne assume contemporaneamente due: una più strutturata, simile al ghiaccio, e una più disordinata. Questa doppia natura rende l’acqua un elemento complesso da descrivere attraverso modelli matematici e potrebbe spiegare le sue caratteristiche anomale rispetto a tutti gli altri liquidi».

I risultati della ricerca, destinati a lasciare traccia, sono stati pubblicati su Nature Communications. «Il legame a idrogeno tra le molecole, che determina alcune importanti proprietà come quella per cui il ghiaccio galleggia sull’acqua, forma all’interno di una massa di acqua liquida una struttura spaziale simile a quella di un solido ma temporanea, con un intervallo di vita dell’ordine del millesimo di miliardesimo di secondo- ha aggiunto Renato Torre dell’Università di Firenze, associato Ino-Cnr- L’importanza di queste strutture transienti cresce al diminuire della temperatura, quando il legame a idrogeno diventa sempre più forte rispetto al moto di agitazione termica delle molecole».

I ricercatori fiorentini hanno lavorato con campioni di acqua particolarmente pura, in modo da poter scendere al di sotto della temperatura di congelamento in uno stato metastabile noto come liquido sottoraffreddato. «Abbiamo studiato la dinamica di vibrazione e di rilassamento dell’acqua sottoraffreddata (28 gradi sotto lo zero senza che l’acqua congelasse) mettendo in evidenza la coesistenza di due diverse configurazioni locali, che possono essere interpretate come due forme di acqua dotate di diversa densità e regolarità della distribuzione spaziale. A quindici anni dalla sua formulazione, l’ipotesi della duplice forma di organizzazione molecolare dell’acqua nel suo stato liquido trova quindi conferma nei dati sperimentali. La forma dell’acqua non è in definitiva soltanto quella del contenitore, come nel romanzo di Andrea Camilleri», ha concluso Eramo.