I “migranti bonificatori” sono tornati a pulire (gratis) le sponde dei nostri fiumi

A lavoro a Fucecchio spalla a spalla coi cittadini toscani, un esempio di cittadinanza attiva per il bene comune. Le prossime tappe a San Miniato, Firenze, Figline-Incisa, Lastra a Signa, Rosignano Marittimo, Lucca

[10 settembre 2018]

I migranti ospiti della strutture di accoglienza toscane tornano a ripulire sponde e argini dei corsi d’acqua: lo fanno da volontari, insieme ai cittadini e alle associazioni locali che vorranno unirsi, com’era già successo nel 2016 e poi ancora nel 2017 sull’Arno, sul Serchio, e non solo. L’anno scorso erano circa 200 i “migranti bonificatori”, un successo nel segno della tutela ambientale e dell’integrazione che bissa nel 2018 a partire dal weekend appena concluso.

In tanti si sono dati appuntamento sabato mattina a Fucecchio, durante la giornata organizzata in collaborazione con il Comune, la cooperativa “La pietra d’Angolo”, l’associazione “Io amo Fucecchio”, il Movimento Shalom e l’associazione “Il Padule”. Il 15 settembre sarà la volta di San Miniato in provincia di Pisa, il 22 a Firenze con il Quartiere 4 per poi coinvolgere altri territori toscani tra cui Figline-Incisa (13 ottobre), Lastra a Signa, Rosignano Marittimo e Lucca.

«Ma questo – spiega l’assessore regionale alla Presidenza e all’immigrazione, Vittorio Bugli – è solo la prima parte del progetto, finanziato dalla Regione e messo in campo con il supporto dei consorzi di bonifica in collaborazione con Anci Toscana, l’associazione dei Comuni». Si tratta di un percorso di cittadinanza attiva per il bene comune, ma anche di inclusione con la creazione di reti locali attraverso il coinvolgimento dei Comuni: sono infatti 10.006 (dati al 30 giugno) gli ospiti nei Cas toscani diffusi in 220 dei 276 comuni toscani, altri 1.850 sono accolti negli Sprar. E il progetto che porta i migranti a lavorare insieme ai cittadini per ripulire le sponde dei fiumi rientra tra le azioni e le buone pratiche del libro bianco sulle politiche di accoglienza dei richiedenti asilo e protezione internazionale e umanitaria, presentato un anno fa, nel 2017, dalla Regione assieme ad Anci Toscana. In attesa di ulteriori progressi.

«Dopo queste giornate a pulire le sponde dei corsi d’acqua saranno attivati percorsi ad hoc – anticipa infatti Bugli – rivolti gli ospiti dei centri di accoglienza, per favorire da parte loro l’acquisizione di competenze spendibili sul mercato del lavoro e utili a renderli un domani più autonomi».