I Piani attuativi di Pieve a Nievole non piacciono a Legambiente

[13 gennaio 2014]

Si avvicinano le elezioni amministrative e in diversi comuni ci si affretta ad approvare gli strumenti urbanistici rimasti in sospeso; è il caso anche del Comune di Pieve a Nievole che ha approvato due Piani attuativi (il PA4 e il PA10) , previsti nel regolamento urbanistico in scadenza a febbraio. Secondo il circolo Legambiente della Valdinievole si tratta di «Due interventi piuttosto consistenti – oltre tre ettari di territorio, circa 38.000 mc di costruito, per oltre 70 unità abitative, migliaia di mq. di suolo impermeabilizzato – gravanti su un territorio delicato dal punto di vista idrogeologico, vicino all’asta fluviale della Nievole, che avrebbe bisogno, per le compromissioni  legate ad uno sviluppo caotico, di non aggravare il grado di impermeabilizzazione dei suoli e di interventi di rigenerazione urbanistica, anziché di nuovo consumo di territorio».

In una lettera inviata al Sindaco, al Consiglio comunale ed alle forze politiche di Pieve a Nievole, Legambiente Valdinievole scrive che «La scelta appare debole sul piano delle motivazioni, anche se l’intervento è destinato per il 50% all’edilizia economica e popolare, con la previsione di aree pubbliche a verde urbano e parcheggio; a Pieve a Nievole esiste infatti un consistente patrimonio abitativo non utilizzato e sottoutilizzato e sono disponibili aree già edificate da rigenerare. La Legge  sul governo del territorio della Regione Toscana indica del resto chiaramente l’opportunità di consumare nuovo suolo solo in assenza di aree già impermeabilizzate da recuperare e la nuova legge in discussione al Consiglio Regionale trasforma questa opportunità in una prescrizione».

Per gli ambientalisti, «Appare quindi apertamente criticabile la scelta del Comune, che avrebbe dovuto orientarsi piuttosto nella rigenerazione di aree urbane esistenti e attuare un prioritario intervento di conoscenza e monitoraggio delle reali necessità nel Comune  in un momento storico dove la maggior parte degli immobili già costruiti sono sfitti o invenduti».

Legambiente Valdinievole sottolinea che sta proponendo ai Comuni di riorientare le politiche
urbanistiche, sulla base anche di indicazioni dell’Unione Europea,  «Nella direzione del consumo zero netto di suolo, misura che spinge alla riqualificazione dell’esistente secondo nuove orditure, in grado di recuperare
i guasti dello sviluppo disperso, inefficiente e antieconomico».

Inoltre, per quanto riguarda le aree periurbane e rurali, Legambiente propone «L’adozione di un nuovo
strumento urbanistico, denominato “Parco Agricolo”, che, senza ingessare il territorio, integra la ianificazione territoriale con quella agro-ambientale e si propone come fattore di riqualificazione del territorio». 
Il Cigno Verde ribadisce la critica alla scelta del Comune di Pieve a Nievole e «Invita le forze politiche locali, le organizzazioni dei cittadini, le Istituzioni ad aprire un dibattito che potrebbe rivelarsi utile anche in vista delle prossime elezioni amministrative».